


Cosa ti aspetta ad Acerenza: un itinerario completo tra storia, miti e sapori lucani
Sospeso su una monumentale rupe di tufo a 833 metri sul livello del mare, nel cuore pulsante della provincia di Potenza, sorge un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: Acerenza. Definito dal poeta latino Orazio come il “nido d’aquila dell’alta Acerenza” (celsae nidum Acherontiae), questo gioiello architettonico fa parte del prestigioso circuito dei Borghi più belli d’Italia.
Noto universalmente come la “Città Cattedrale”, il borgo rapisce lo sguardo del visitatore già da chilometri di distanza, stagliandosi contro il cielo della Valle del Bradano come un’inespugnabile fortezza di pietra grigia. Ma Acerenza non è solo un panorama da cartolina; è un labirinto esoterico e storico in cui si intrecciano le vicende dell’Impero Romano, le conquiste dei cavalieri Normanni, i segreti più oscuri dell’Ordine dei Templari e persino leggende legate al mito di Dracula.
Se stai programmando un viaggio alla scoperta della Basilicata più autentica, mistica e profonda, questa guida dettagliata ti svelerà ogni segreto di questa perla lucana.
La storia

La storia di Acerenza affonda le sue radici in un passato millenario che comincia ancor prima della dominazione di Roma. Originariamente antico insediamento della popolazione italica degli Osci, l’allora Acheruntia divenne un fondamentale municipium romano per via della sua eccezionale posizione strategica. Situata a controllo delle grandi vie di comunicazione del Sud Italia, tra cui la via Appia, la via Herculia e la via Emilia che portava verso lo Ionio, la cittadina era considerata dai massimi storici antichi, come Livio e Procopio, una vera e propria “fortezza di guerra”, un presidio militare inespugnabile. Durante l’era pagana romana, la rupe ospitò un celebre e maestoso tempio dedicato al culto di Ercole Acheruntino, simboleggiato dal ritrovamento di una preziosa statuetta bronzea oggi custodita al Museo Archeologico Nazionale della Basilicata di Potenza.
Con la caduta dell’Impero d’Occidente, il borgo si trasformò in un conteso terreno di scontro tra i Goti, i Bizantini e i Longobardi. Furono proprio questi ultimi a erigere le prime fortificazioni difensive e a gettare le basi della struttura radiale del borgo, trasformandolo nel fulcro del Gastaldato di Acerenza. La vera e propria epoca d’oro, tuttavia, fiorì nell’XI secolo sotto l’insegna dei Normanni. Nel 1061 il borgo venne conquistato da Roberto il Guiscardo e, poco dopo, elevato a potente sede arcivescovile. Fu l’arcivescovo Arnaldo, monaco proveniente dalla celebre abbazia di Cluny, ad avviare d’intesa con i signori normanni la costruzione della monumentale Cattedrale, consacrata nel 1080. Nei secoli successivi la cittadina passò sotto i domini degli Svevi, degli Angioini e di potenti casate nobiliari come i Ferrillo, vivendo momenti di grande fervore artistico, culturale ed esoterico che hanno lasciato un’impronta indelebile nella pietra locale.
Cosa vedere nel borgo



Il modo migliore per scoprire Acerenza è perdersi a piedi nel fitto reticolo di vicoli lastricati in pietra lavica e stradine concentriche che compongono il centro storico. Passeggiando per i quartieri medievali si incontrano eleganti palazzi nobiliari settecenteschi impreziositi da imponenti portali in pietra, cortili interni e stemmi araldici di antiche famiglie acheruntine. Tra questi spiccano Palazzo Loguercio Polosa e Palazzo Gala. Non mancano fontane storiche e la suggestiva “Torretta”, un belvedere panoramico dove lo sguardo spazia libero sull’intera Valle del Bradano.
Il Duomo di Santa Maria Assunta e San Canio


Il cuore spirituale e architettonico del borgo è indiscutibilmente la monumentale Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Canio Vescovo. Questo capolavoro in stile romanico-normanno con forti influenze gotiche domina la piazza principale con la sua facciata austera ed elegante, sormontata da due svettanti campanili e da un’imponente abside visibile a chilometri di distanza. All’interno, la cattedrale si sviluppa su una pianta a croce latina a tre navate, arricchita da opere d’arte sacra di inestimabile valore, come tele cinquecentesche, affreschi medievali e il busto reliquiario di San Canio. All’interno di una teca è custodito anche il “bastone miracoloso” del Santo Patrono, una reliquia legata a una suggestiva credenza popolare: si dice che il bastone si muova autonomamente o cambi peso in base alla purezza di cuore del fedele che vi si accosta.
La Cripta Ferrillo e il mistero del Sacro Graal

Al di sotto dell’altare maggiore si cela il vero scrigno dei segreti di Acerenza: la splendida Cripta Ferrillo. Commissionata nei primi anni del 1500 dal conte Giacomo Alfonso Ferrillo e finita di decorare nel 1524, la cripta è sorretta da quattro colonne ricoperte da finissimi bassorilievi che fondono iconografia cristiana e richiami pagani. Tra i magnifici affreschi attribuiti a Giovanni Todisco emergono misteriosi dettagli esoterici: figure antropomorfe, sirene a due code, creature mitologiche e persino simboli che richiamano in modo diretto i Cavalieri Templari.
Gli studiosi di esoterismo collegano Acerenza ad alcune delle leggende più affascinanti della storia. Molti indizi geometrici e storici indicano che il fondatore dell’Ordine dei Templari, Ugo dei Pagani (Hugues de Payns), fosse di origini lucane e profondamente legato a questo territorio. Si ritiene che, dietro a una piccola e misteriosa finestrella murata posizionata proprio nella cripta, i Templari abbiano nascosto il leggendario Sacro Graal, il calice utilizzato da Gesù Cristo nell’Ultima Cena.
Ma i misteri non finiscono qui. Sulle pareti della cattedrale si trova uno stemma raffigurante un drago alato. Secondo accreditate ricerche storiche, la cripta custodisce le spoglie mortali di Maria Balsa, una nobildonna russa che sposò il conte Ferrillo. I registri storici indicano che Maria Balsa non era altro che la figlia segreta di Vlad III di Valacchia, il celeberrimo personaggio storico che ha ispirato il mito del Conte Dracula il Vampiro. La compresenza di simboli legati all’Ordine del Drago, di cui Vlad faceva parte, attira ogni anno centinaia di visitatori appassionati di mistero.
Il Castello Longobardo e il Museo Diocesano


Di fianco alla cattedrale, nei pressi di Largo Seminario, sorge l’antico Castello di origine longobarda, successivamente ristrutturato in epoca normanna e aragonese, oggi perfettamente integrato nel tessuto urbano del borgo antico. Le sue storiche mura ospitano il ricco Museo Diocesano di Acerenza. Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro ampie sale disposte su due piani, dove è possibile ammirare il preziosissimo “Tesoro della Cattedrale”: argenterie liturgiche d’epoca barocca, paramenti sacri finemente ricamati, sculture lignee e una notevole collezione archeologica che include reperti d’epoca greca e romana rinvenuti nel sottosuolo acheruntino.
Eventi e Tradizioni



Il calendario di Acerenza è densamente scandito da appuntamenti culturali e manifestazioni religiose che permettono di rivivere in prima persona l’atmosfera millenaria del paese. Il momento di massima devozione religiosa si tocca il 25 maggio, giorno in cui si celebra la Festa di San Canio, Santo Patrono del borgo. In questa occasione la monumentale Cattedrale si riempie di fedeli e le storiche stradine vengono attraversate da una solenne e suggestiva processione, durante la quale viene portato a spalla il busto argenteo del Santo, accompagnato dai canti tradizionali e dalle bande locali.
Durante il periodo estivo, le pietre del borgo tornano a vibrare con l’Agosto Acheruntino. Il pezzo forte dell’estate è l’attesissima Rievocazione Storica in costume medievale, un vero e proprio spettacolo teatrale a cielo aperto che mette in scena la posa della prima pietra della cattedrale e le storiche vicende della venuta dei cavalieri Normanni ad Acerenza. Il centro storico si popola di sbandieratori, tamburini, dame, cavalieri in armatura e mercanti d’epoca. Tra gli eventi gastronomici più apprezzati dell’autunno, risalta la tradizionale Sagra del Peperone, una kermesse interamente dedicata alla valorizzazione dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle fertili vallate del Bradano.
Gastronomia Tipica



La cucina di Acerenza è lo specchio fedele di una terra contadina aspra, generosa e ricca di sapori genuini. I primi piatti sono dominati dalla pasta fresca rigorosamente fatta a mano, tra cui spiccano i celebri maccarunara (spessi spaghetti realizzati con un tipico mattarello scanalato) e i sasanidd (si tratta di una particolare pasta fresca dolce cotta direttamente nel vino cotto). Grande rilevanza ha anche la tradizione casearia, con l’eccellente produzione di formaggi pecorini stagionati nelle grotte di tufo e di salumi artigianali tipici della zona.
Il territorio acheruntino vanta due straordinarie eccellenze enogastronomiche di risonanza internazionale:
- I Tesori enologici: L’Aglianico del Vulture DOC e l’Acheruntina La tavola di Acerenza è indissolubilmente legata alla sua millenaria tradizione vitivinicola, custodita gelosamente nelle suggestive grotte scavate nella roccia del Parco Urbano delle Cantine. Se il re incontrastato dei rossi è l’Aglianico del Vulture – un vino corposo, intenso e dai sentori speziati, perfetto per accompagnare le ricche carni locali e i formaggi stagionati – il borgo esprime la sua anima più fresca ed elegante attraverso l’Acheruntina. Questo eccellente vino bianco secco, che prende il nome proprio dall’antica denominazione romana del paese (Acheruntia), si distingue per la sua spiccata mineralità, i profumi floreali e un sorso piacevolmente fresco e armonico. È il compagno ideale per gli antipasti della tradizione lucana, i piatti a base di verdure spontanee e i formaggi freschi del territorio, offrendo un perfetto e bilanciato contrappunto alla robustezza dei sapori locali.
- Il Panettone Artigianale: Curiosamente, questo borgo lucano vanta un primato incredibile: ospita una pasticceria artigianale pluripremiata che produce quello che è stato definito in svariate competizioni come il panettone più premiato d’Italia, un’eccellenza che unisce la tecnica milanese con i profumi e gli ingredienti tipici del territorio lucano.
Cosa vedere o fare nei dintorni



Uscendo dalle mura del centro storico di Acerenza, il territorio circostante regala splendide opportunità per amanti della natura, dell’outdoor e dell’archeologia.
- Il Lago di Acerenza: questa splendida oasi artificiale nasce dallo sbarramento del fiume Bradano ed è il luogo perfetto per chi cerca natura e relax. Rappresenta la cornice ideale per rigeneranti passeggiate a piedi o in bicicletta, e attira gli amanti delle attività all’aria aperta grazie alla possibilità di praticare pesca sportiva, canoa e cicloturismo.
- Basilicata Alpaca: situata nella vicina Contrada Alvanello, questa incantevole oasi agricola è una meta gettonatissima dalle famiglie e dagli amanti degli animali. Qui potrai partecipare a laboratori didattici e sessioni di pet therapy, oppure vivere l’esperienza unica di un trekking guidato a passo d’alpaca, passeggiando tra i boschi e i vigneti della zona.
- Venosa: a breve distanza da Acerenza sorge la celebre città natale del poeta latino Orazio, una tappa imperdibile per gli appassionati di storia e cultura. Passeggiando per il borgo potrai ammirare il maestoso Castello Aragonese, esplorare i resti del Parco Archeologico romano e lasciarti affascinare dalla suggestiva e misteriosa Chiesa Incompiuta, situata nel complesso della Santissima Trinità.
- I Borghi del Vulture: per un perfetto itinerario enologico e paesaggistico, ti basta spostarti di pochi chilometri per raggiungere centri come Forenza, Ripacandida e Barile. Questi borghi offrono tour di degustazione indimenticabili all’interno delle loro cantine storiche scavate nel tufo, e permettono di spingersi fino ai meravigliosi laghi vulcanici di Monticchio per godere di panorami mozzafiato.
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