

Crapiata Materana: Il Gusto Autentico della Tradizione Lucana
La Crapiata materana non è una semplice zuppa di legumi e cereali, ma un vero e proprio rituale collettivo. Questo piatto tipico racchiude l’essenza più profonda della civiltà contadina dei Sassi di Matera. Si tratta di una preparazione povera, genuina e ricca di nutrienti, che celebra la condivisione, il lavoro nei campi e l’abbondanza della terra.
In questo articolo scopriremo l’origine di questa specialità, la sua storia secolare, gli ingredienti necessari e i segreti per prepararla e gustarla al meglio a casa tua.
L’Origine del Nome e il suo Significato

Il termine “Crapiata” (o Crapia) possiede un’etimologia affascinante legata alla vita quotidiana dei contadini lucani. Secondo la tradizione popolare, la parola deriva dal termine dialettale utilizzato per indicare la crampa o la grata. Questo era il treppiede in ferro che veniva posizionato sul fuoco vivo per sostenere il grande calderone di rame (la pignata) durante le cotture all’aperto.
Altre ipotesi, meno accreditate ma suggestive, collegano il nome al termine latino crapula, inteso nell’accezione di banchetto, festa comunitaria o celebrazione post-raccolto.
La Storia e la Tradizione del 1° Agosto



La storia della crapiata materana è indissolubilmente legata alla data del 1° agosto. In questo giorno si celebrava ufficialmente la fine del raccolto del grano e dei legumi nei Sassi di Matera.
Nata come celebrazione pagana della fertilità della terra, la Crapiata era l’emblema della solidarietà di vicinato. Le donne dei Sassi pulivano i magazzini dalle rimanenze dell’anno precedente e raccoglievano le primizie appena trebbiate. Ogni famiglia offriva una manciata di ciò che aveva: chi grano, chi fave, chi ceci o lenticchie.
Tutti gli ingredienti venivano versati in un unico grande calderone posizionato nei cortili comuni (i vicinati). La zuppa cuoceva lentamente per ore e veniva poi distribuita a tutti gli abitanti del quartiere, accompagnata da canti popolari e vino locale. Era un modo per augurarsi prosperità e per permettere anche alle famiglie meno abbienti di banchettare.
Gli Ingredienti della Crapiata Materana

La particolarità della ricetta sta nella sua assoluta semplicità: non contiene carne, pomodoro o spezie elaborate. È un piatto a base vegetale, ricco di proteine e fibre.
Per preparare un’autentica crapiata materana per 6 persone occorrono:
- Grano duro lucano: 100 g
- Ceci: 100 g
- Fave secche sgusciate: 100 g
- Fagioli bianchi o borlotti: 100 g
- Lenticchie: 100 g
- Cicerchie: 50 g
- Piselli secchi: 50 g
- Patate novelle: 3-4 pezzi (da lasciare intere e con la buccia)
- Odori: 1 costa di sedano, 1 carota, 1 cipolla bianca
- Condimento: Sale grosso e olio extravergine di oliva lucano
La Preparazione Passo dopo Passo



Cucinare questa zuppa richiede pazienza e una corretta pianificazione a causa dei diversi tempi di idratazione dei legumi secchi.
- L’ammollo (24 ore prima): Metti in ammollo i legumi a buccia dura (ceci, fagioli, cicerchie, fave) e il grano in ampi recipienti d’acqua fredda per almeno 12-24 ore. Le lenticchie e i piselli secchi possono richiedere solo 6 ore.
- La pulizia: Risciacqua con cura tutti gli ingredienti sotto l’acqua corrente prima di avviare la cottura.
- La cottura lenta: In una pentola capiente (preferibilmente di terracotta), versa il grano, i ceci e le cicerchie. Copri interamente con abbondante acqua fredda e porta a bollore a fuoco bassissimo.
- L’unione degli ingredienti: Dopo circa 40 minuti, aggiungi i fagioli, le fave, le lenticchie e i piselli. Unisci anche la carota, la cipolla, il sedano e le patate novelle ben lavate (intere e con la buccia).
- Il controllo dei liquidi: Lascia cuocere a fuoco lento per circa 2 ore. Se la zuppa si asciuga troppo, aggiungi solo ed esclusivamente acqua bollente per non bloccare la cottura dei legumi.
- La finitura: Regola di sale solo negli ultimi 15 minuti. La zuppa sarà pronta quando i legumi saranno teneri e il brodo si presenterà denso e cremoso.
Conservazione e Durata


La Crapiata materana è un piatto che esprime il meglio di sé il giorno successivo alla preparazione, quando i sapori si sono amalgamati perfettamente.
- In frigorifero: Riponi la zuppa in un contenitore ermetico per un massimo di 3 giorni. Al momento di servirla, riscaldala a fuoco lento aggiungendo un filo d’acqua per ridargli fluidità.
- In freezer: Puoi congelarla in porzioni singole e conservarla per circa 2-3 mesi. Scongela lentamente in frigorifero prima di scaldare.
Come Gustarla al Meglio



Per assaporare la Crapiata secondo la tradizione di Matera, segui questi piccoli accorgimenti:
- Il Pane di Matera: Adagia sul fondo del piatto una fetta di Pane di Matera IGP raffermo o leggermente abbrustolito.
- L’Olio a crudo: Versa la zuppa caldissima sul pane e completa il piatto con un giro generoso di olio extravergine di oliva a crudo.
- Le varianti piccanti: Se ami i sapori decisi, aggiungi un pizzico di peperoncino piccante secco o di peperone crusco sbriciolato per una nota dolce e croccante.
- Abbinamento Vino: Abbina il piatto a un vino rosso del territorio come il Matera DOC Primitivo o un Aglianico del Vulture giovane.
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