


Tra storia e mare:
Cosa vedere a Policoro per un viaggio indimenticabile
Immaginate un luogo in cui le onde dello Ionio accarezzano spiagge dorate, mentre a pochi passi i segreti di eroi, dei e coloni greci riemergono dalla terra. Questo posto esiste ed è Policoro, una delle gemme più splendenti della provincia di Matera. Adagiata nella fertile pianura del Metapontino, questa cittadina non è solo una rinomata località balneare da Bandiera Blu, ma un vero e proprio scrigno di biodiversità e archeologia. Che siate amanti della storia antica, viaggiatori lenti alla ricerca di sapori autentici o esploratori naturalistici, Policoro saprà sorprendervi, unendo in un unico respiro il fascino mitico della Magna Grecia e la selvaggia bellezza della costa lucana.
- La Storia: dalle glorie di Siris ed Heraclea ai giorni nostri
- Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide: il cuore pulsante della Magna Grecia
- Cosa vedere nel borgo e sul litorale di Policoro
- Eventi e Tradizioni: l'anima viva della comunità
- Gastronomia Tipica: i sapori autentici della terra lucana
- Cosa vedere o fare nei dintorni di Policoro
La Storia: dalle glorie di Siris ed Heraclea ai giorni nostri

La terra su cui sorge Policoro profuma di mito e vanta origini antichissime. Il nucleo storico affonda le sue radici nel VII secolo a.C., quando i coloni provenienti da Colofone fondarono la ricca e potente Siris alla foce dell’attuale fiume Sinni. La prosperità di Siris scatenò l’invidia delle vicine colonie greche, portando alla sua distruzione. Sulle sue ceneri, nel 433 a.C., una coalizione tra Taranto e Turi diede vita a Heraclea (o Herakleia), una delle più importanti poleis della Magna Grecia, designata persino come sede della lega delle città italiote.
Heraclea divenne teatro di scontri epici. Proprio qui, nel 280 a.C., si consumò la celebre Battaglia di Heraclea, dove il re dell’Epiro, Pirro, affrontò per la prima volta i Romani schierando in campo i suoi temibili elefanti da guerra. Con la successiva dominazione romana, la città perse progressivamente il suo ruolo centrale, trasformandosi in epoca medievale in un piccolo villaggio rurale sorto attorno a un casale fortificato. Il nome stesso “Policoro” deriva dal greco Polychoros, che significa “ampio spazio”, a testimonianza della vastità e della generosità dei suoi terreni agricoli che, ancora oggi, la rendono celebre in tutta Europa.
Il Museo Archeologico Nazionale della Siritide: il cuore pulsante della Magna Grecia



Il vero fiore all’occhiello culturale di Policoro, nonché una delle istituzioni museali più importanti dell’intera Italia meridionale, è il Museo Archeologico Nazionale della Siritide. Situato proprio ai margini dell’antico Parco Archeologico di Herakleia, questo museo rappresenta un’eccellenza assoluta e un viaggio scientificamente rigoroso, ma straordinariamente emozionante, nelle profondità del passato.
Il percorso espositivo è magistralmente organizzato e custodisce reperti unici che tracciano l’evoluzione del territorio dal Neolitico fino all’epoca romana, ponendo un focus straordinario sull’incontro tra le popolazioni indigene (gli Enotri e i Choni) e i coloni greci. Tra le sale, i visitatori rimangono incantati di fronte a:
- La Tomba del Pittore di Policoro: un eccezionale corredo funerario del V secolo a.C. appartenuto a una ricca donna greca, che include lo splendido vaso centrale a figure rosse attribuito a un maestro ceramista anonimo.
- Le Tavole di Eraclea: le celebri lastre bronzee iscritte, fondamentale documento giuridico ed epigrafico che descrive i confini dei terreni sacri ai templi di Dioniso e Atena, tornate temporaneamente in mostra al museo per la gioia di studiosi e turisti.
- I gioielli in oro e le armi: raffinatissimi manufatti di oreficeria magnogreca e armature bronzee che testimoniano l’altissimo livello artistico e l’opulenza delle élite dell’epoca.


Esternamente al museo, la visita prosegue nel Parco Archeologico, dove si possono calpestare i resti dell’acropoli e dei quartieri artigianali, oltre ad ammirare la suggestiva installazione contemporanea Rovina Inversa dello studio fondato da Edoardo Tresoldi, che dialoga magnificamente con il Tempio Arcaico di Dioniso.

Cosa vedere nel borgo e sul litorale di Policoro



Sebbene Policoro si presenti oggi come una cittadina moderna e dinamica, racchiude nel suo nucleo storico e nella sua Marina delle tappe imperdibili per il viaggiatore:
- Il Castello Baronale (Palazzo Berlingieri): abbarbicato sulla “Collina del Barone”, questo maestoso edificio fortificato risale all’anno 1000. Nato come casale monastico, fu trasformato in residenza nobiliare e domina con la sua imponenza l’intera pianura sottostante, regalando una splendida cartolina del passato medievale di Policoro.
- Piazza Eraclea e Borgo Casilini: la piazza principale, centro nevralgico della vita cittadina, ospita la statua dedicata ad Ercole, simbolo della città. Poco distante, le casette bianche del Borgo Casilini evocano l’atmosfera rurale della riforma fondiaria del secolo scorso.
- L’Oasi WWF e la Riserva Naturale Bosco Pantano: un ecosistema unico, definito l’ultimo lembo di foresta planiziale costiera dell’Italia meridionale. Passeggiando tra i sentieri del WWF Policoro Herakleia si può visitare il Centro Recupero Tartarughe Marine, dove vengono curate le tartarughe Caretta caretta, e ammirare una biodiversità floristica straordinaria che si spinge fino alle dune sabbiose del mare.
- Il Lido e il Lungomare: chilometri di spiaggia fine e sabbiosa bagnati da un mare limpidissimo. Perfetto per il relax nei lidi attrezzati, per gli sport acquatici o per una passeggiata al tramonto all’ombra della fitta pineta che costeggia il litorale.
Eventi e Tradizioni: l’anima viva della comunità


Policoro esprime la sua forte identità culturale attraverso manifestazioni che richiamano visitatori da tutta la regione. Uno degli appuntamenti estivi più attesi è il Blues in Town Festival, un evento musicale di risonanza nazionale che trasforma la città in un palcoscenico a cielo aperto per artisti blues e jazz.
Molto suggestiva è anche la manifestazione Meraviglie di Sabbia, un contest che vede scultori da tutto il mondo darsi battaglia sul bagnasciuga per creare monumentali opere d’arte effimere utilizzando solo sabbia e acqua. Non mancano le rievocazioni storiche e i percorsi tematici legati al festival Vivi Heraclea, che combinano teatro, musica e visite guidate notturne all’interno del parco archeologico, facendo rivivere i miti e i riti ancestrali legati a Demetra e Dioniso.
Gastronomia Tipica: i sapori autentici della terra lucana



Sedersi a tavola a Policoro significa fare un viaggio sensoriale tra i frutti di una terra fertilissima e le ricchezze del mare. La regina indiscussa dell’agricoltura locale è la Fragola Candonga, una varietà pregiatissima, dolce e aromatica, esportata in tutta Europa e celebrata in primavera con sagre dedicate.
La zona è famosa anche per la produzione di ortaggi d’eccellenza quali asparagi, carciofi e zucchine, consumati freschi o conservati sott’olio secondo le ricette tradizionali
Ottimi anche i piatti a base di pesce fresco dello Ionio, le triglie alla policorese. Si distinguono anche I Calzoni di Policoro, panzerotti tipici farciti, cotti al forno o fritti, che rappresentano uno dei cibi di strada più amati. Il tutto rigorosamente accompagnato da un calice di vino Guarnaccino.
Cosa vedere o fare nei dintorni di Policoro



La posizione strategica di Policoro la rende la base perfetta per esplorare il territorio circostante, ricco di contrasti tra mare e calanchi:
- Metaponto: situata a pochissimi chilometri, è un’altra pietra miliare della Magna Grecia. Qui potrete ammirare le famose Tavole Palatine, i resti del tempio dorico dedicato ad Hera dove insegnò il filosofo Pitagora.
- Tursi e la Rabatana: un borgo medievale dal fascino intramontabile, caratterizzato da un antico rione fondato dai Saraceni (la Rabatana) con case in pietra e ripide scalinate che si affacciano su spettacolari paesaggi collinari.
- I Calanchi di Aliano: per un’escursione dal sapore quasi lunare, le maestose architetture d’argilla dei Calanchi offrono panorami mozzafiato. Aliano è inoltre il paese del confino dello scrittore Carlo Levi.
- Matera: la Città dei Sassi, patrimonio UNESCO, dista circa un’ora d’auto ed è una tappa obbligata per chiunque visiti la provincia, ideale per perdersi tra le sue architetture scavate nella roccia.
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