Attività da fare in Basilicata - Viaggiare in Basilicata

Attività da fare in Basilicata:

le 21 cose da non perdere assolutamente

Se Vi state chiedendo, forse, un pò perplessi, quali sono le attività da fare in Basilicata, la risposta è unica e scontata: tante, tante e poi tante!!!

La Basilicata è una regione che sovrabbonda di castelli medievali, beni architettonici e museali, stazioni balneari, riserve naturali protette e parchi nazionali, stupefacenti borghi arroccati sulle colline: c’è davvero moltissimo da vedere e da fare, sia per quelli che amano la cultura, la storia e l’archeologia, sia per quelli ai quali piace molto praticare sport, attività all’aria aperta, percorsi trekking, fare camping e glamping, andare in bici, conoscere sapori e tradizioni culinarie e finanche effettuare l’avvistamento di animali rari e prettamente endemici delle specifiche aree naturali. 

Le attività da fare in Basilicata, si capisce facilmente, sono decisamente molteplici. Per chiunque venga c’è solo l’imbarazzo della scelta, chiunque sarà soddisfatto

E, fra le tante cose, qui segue l’elenco di quelle che sono le più esaltanti e prioritarie.

Seguimi, quindi, nella tua avanscoperta e vedrai che strabiliante avventura ti aspetta!  

1. Scoprire la fantastica Matera, la terza città più antica nel mondo

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Scoprire la fantastica Matera con la sua storia millenaria e le sue infinite chiese rupestri

Denominata la “Capitale Mondiale dell’arte rupestre“, la “Seconda Bethlemme” e la “Città dell’Uomo“, proprio perché in essa è possibile trovare tutta la storia dell’Umanità senza interruzione, dai primordi fino ai giorni nostri, per Matera tutte le definizioni non bastano per descrivere la sua incredibile storia, la sua toccante bellezza e la sua magia. E’ qualcosa che è solo da vivere almeno una volta nella propria vita.

 

2. Fare passeggiate a piedi e in Risciò elettrico per gli antichissimi Sassi

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Fare passeggiate a piedi e in Risciò elettrico per gli antichissimi Sassi

I Sassi sono il simbolo stesso di una Città millenaria come Matera. Essi costituiscono un enorme Complesso demo-antropologico dove ogni pietra racconta, un fitto labirinto di case, stradine, vicoli, slarghetti e camminamenti abbarbicati gli uni agli altri, frutto di un’architettura e di un’urbanistica spontanee, con centinaia di grotte, cisterne, neviere, cantine ipogee e numerosissime chiese ricavate nella roccia, alle quali, spesso, si affiancano imponenti e prestigiosi palazzi.

 

3.  Effettuare Walking Tour e giri in bici elettrica sul Parco della Murgia Materana

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Effettuare Walking Tour e giri in bici elettrica sul Parco della Murgia Materana

 

4. Vivere il fascino della Magna Grecia lungo la Costa jonica

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Vivere il fascino della Magna Grecia lungo la Costa jonica

La Costa Jonica della Basilicata è una fascia pianeggiante ricca di risorse storiche e naturalistiche che si estende per 38 Km, da Metaponto fino a Nova Siri.
Racchiusa dal Mar Jonio e dalle digradanti colline materane, qui sfociano 5 dei principali fiumi lucani: il Bradano, il Basento, il Cavone, l’Agri e il Sinni. L’intera area è uno dei più importanti siti archeologici della regione, in quanto a partire dal VIII secolo a.C., vide il fiorire di quel grandioso fenomeno chiamato “la Magna Grecia“, che diede origine a numerose e prospere colonie quali Metaponto, Heraclea (nome originario di Policoro), Siris e Pandosia.
In questi luoghi visse e morì il grande Pitagora, che nel 532 A.C. trasferì la sua scuola da Crotone, e, inoltre, qui si sono svolti scontri e avvenimenti storici di grande rilievo come la guerra dei Romani contro Pirro nella Battaglia di Heraclea.
La Costa Jonica della Basilicata conserva importanti testimonianze storiche come le Tavole Palatine, il Parco archeologico Apollo Licio, il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, quarto in Europa per grandezza e il Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro, giusto per citare le più note. E, al di là dell’aspetto storico e archeologico, essa è un rinomato luogo di villeggiatura dove gli ampi arenili e le spiagge dalla sabbia finissima sono caratterizzate da grandi distese alberate, formate in prevalenza da pini ed eucalipti, con essenze tipiche quali il raro giglio di mare, e ospita aree naturali notevoli attorno alla foce dei fiumi, tra le quali il Bosco Pantano di Policoro, uno dei pochi boschi planiziali relitti presenti in Italia.

 

 

5. Seguire i percorsi federiciani con i castelli di Melfi e Lagopesole

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Seguire i percorsi federiciani con i castelli di Melfi e Lagopesole

Un itinerario che tocca due dei luoghi d’eccellenza legati al grande Imperatore svevo Federico II, definito “Stupor Mundi”, che in quest’area a Nord della Basilicata, il Vulture, appunto, ha lasciato segni ben tangibili della sua presenza. Melfi e Lagopesole, infatti, ospitano i castelli considerati tra i più significativi nel raccontare la storia del Sovrano.
Fra l’altro, a Melfi sono state scritte importantissime pagine della nostra storia quali la stesura delle cosiddette “Constitutiones Melphitane“, leggi che riformavano il diritto feudale e la visita di Papa Urbano II diretto verso la Terra Santa durante la Prima Crociata.
Mentre, a Lagopesole, all’interno del proprio imponente maniero, un tempo residenza di caccia del re, si svolgono periodicamente spettacoli in costume che mettono in mostra scene di vita di Federico II.

 

6. Andare sulle tracce dei Templari ad Acerenza, la “Città-Cattedrale”

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Andare sulle tracce dei Templari ad Acerenza, la "Città-Cattedrale"

Arroccato su un cocuzzolo a 833 MT attorniato dai vigneti dell’Aglianico, nell’area Comunità montana Alto-Bradano, e, eletto tra i Borghi più belli d’Italia, Acerenza possiede un centro medievale di grande fascino e quanto mai ricco di leggende e misteri.

L’apoteosi del mistero è rappresentata in assoluto dalla Cattedrale, dalle dimensioni davvero decisamente maestose per un paese così piccolo, tanto che gli hanno fatto guadagnare la denominazione di “Città-Cattedrale”, e di notevolissimo pregio artistico, impostata nello stile romanico del Cluny. Il borgo è stato nei secoli luogo di passaggio per i Crociati che partivano per la Terrasanta. Si vocifera pure che, lo stesso fondatore dell’Ordine dei Templari, Ugo dei Pagani, sia nato proprio a Forenza, un paese a pochi chilometri da Acerenza.
Tante sono le tracce che confermano il loro passaggio, secondo gli storici, a cominciare da alcune misteriose sculture che adornano la Cattedrale, ritenute simboli cari agli appartenenti all’Ordine.

E poi, ancora, si narra che, nella finestrella della cripta della Cattedrale si conservi tutt’oggi il Sacro Graal e che qui addirittura sia sepolta la figlia del conte Vlad III di Valacchia, ossia il conte Dracula, Maria Balsa. Insomma, bisogna recarsi per verificarlo!

 

7. Fare il Volo dell’Angelo nell’area delle Piccole Dolomiti Lucane

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Fare il Volo dell'Angelo nell'area delle Piccole Dolomiti Lucane

Nel cuore della Basilicata, si erge una straordinaria catena montuosa dalle irte guglie e dalle forme più strane, le Piccole Dolomiti Lucane, dove sorgono gli splendidi borghi di Pietrapertosa e Castelmezzano, entrambi perfettamente incastonati nella roccia delle stupende montagne, tanto da essere definiti “due vere gemme nella roccia“. Ebbene, qui è possibile vivere una emozione unica, il volo tra le vette dei due paesi, collegati attraverso un cavo d’acciaio: è il Volo dell’Angelo.

Un’avventura che vi porterà a contatto con la natura e con un paesaggio sublime, che “solo agli angeli”, per l’appunto, è dato di vedere, alla scoperta della vera anima del territorio. Legati con tutta sicurezza da un’apposita imbracatura e agganciati ad un cavo d’acciaio, il visitatore potrà provare per qualche minuto l’ebrezza del volo e si abbandonerà a una fantastica esperienza, unica in Italia ma anche nel Mondo per la bellezza del paesaggio e per l’altezza massima di sorvolo.  Oltreché, arrivati in uno qualsiasi di questi due splendidi borghi, potrete visitarli e ammirare le case incastonate tra le rocce, fare suggestive escursioni storiche e naturalistiche, nonché gustare gli squisiti prodotti locali.

 

8. Provare l’ebbrezza dei Parchi Outdoor

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Provare l'ebbrezza dei Parchi Outdoor

In Basilicata c’è un vasto assortimento di percorsi avventura divertenti, eccitanti e indimenticabili come scalare altezze, spostarsi da un albero all’altro su una varietà di ponti e ostacoli in corda, legno e cavi. I percorsi presentano elementi come zip line, ponti di corda, ponti di tronchi e molti altri elementi che offrono sfide di equilibrio, forza e superamento della paura. Ogni attività inizia con un briefing di orientamento alla sicurezza da parte di istruttori qualificati che assicurano saldamente a un’imbracatura di sicurezza. Le installazioni dei nostri Parchi Outdoor sono un paradiso per tutti gli “Avventurieri”.

 

9. Fare arrampicate sportive nel Parco Nazionale del Pollino

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Fare arrampicate sportive nel Parco Nazionale del Pollino

E’ in assoluto il Parco naturale più esteso d’Italia e un ecosistema dei più complessi. Si tratta di una vasta area di Appennino di più o meno 200.000 ettari, divisa tra Basilicata e Calabria, che prende il nome dal complesso montuoso del Pollino, con vette che superano i 2000 MT. La parte Lucana comprende il largo Bacino del fiume Sinni e dei suoi affluenti ed è caratterizzata da estese foreste, pascoli ed aree adibite a colture, paesi abitati da contadini, pastori, artigiani e da minoranze etniche quali gli albanesi che hanno custodito gelosamente le loro tradizioni, la loro lingua e i loro costumi. Un territorio che conserva ancora i segni dell’antichissima presenza umana con necropoli pre-romane, resti romani ed ellenici, reperti di laure basiliane, monasteri benedettini, castelli e santuari.

Quest’area della regione va molto bene per coloro che amano il trekking, l’escursionismo, l’alpinismo, il torrentismo più estremo, la gente gentile e discreta e il contatto diretto con la natura più integra e selvaggia. Un luogo nel quale dimenticarsi di smartphone e computer e ritrovare la parte più autentica di sé.

 

10. Dilettarsi in percorsi in quad nel Parco regionale Gallipoli-Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane

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Dilettarsi in percorsi in quad nel Parco regionale Gallipoli-Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane

Nel mezzo della natura più magica che circonda i borghi dolomitici di Pietrapertosa e Castelmezzano, ci sono a disposizione in qualsiasi stagione dell’anno escursioni in quad, in compagnia di abili guide, che conducono lungo suggestivi tratturi, ricchi di adrenalina, e fanno scoprire la via Ferrata più grande del Sud Italia. Qui la storia umana si intreccia a quella dell’ambiente, in un mix altamente inebriante e i panorami delle valli e delle vette delle Dolomiti sono da togliere il fiato.

 

11. Sperimentare i Tour enogastronomici attraverso le Cantine del Vulture    

Il “cuore verde” della regione

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Sperimentare i Tour enogastronomici attraverso le Cantine del Vulture, Il "cuore verde" della regione

Il Vulture è una porzione di territorio a Nord-Est della Basilicata, tra la Puglia, la Campania ed il Potentino. Il suo nome deriva dal vulcano dormiente ivi presente, chiamato “Vulture”, dal latino “Vultur” (Rapace).

Le frequenti colte laviche dell’antichità l’hanno reso una terra ubertosissima. In essa si alternano montagne coperte da castagneti e querceti e pianure piene di oliveti, vigneti e macchia mediterranea.

Ha conosciuto la presenza umana sin dai tempi remoti, fu luogo d’incontro di diverse civiltà quali la dauna, la peuceta, la lucana e la sannita, subì la dominazione dei Romani, dei Normanni e fu al centro dell’attenzione di Federico II di Svevia, dopo l’Unità d’Italia fu luogo di scorribande dei Briganti

Oggi è una delle parti più dinamiche della regione, rinomato centro estrattivo di acque minerali quali la Gaudianello, dalle speciali proprietà curative per le malattie epato-biliari, di terreni adibiti alla coltivazione di uliveti per la produzione dell’olio extravergine di oliva DOP, ottenuto dalla frangitura di olive di varietà Ogliarola e delle viti per la produzione del vino Aglianico, DOC sin dal 1971, definito “il Re dei vini” e “il Barolo del Sud”. L’Aglianico del Vulture è un vitigno importato dai Greci 2500 anni fa, ha un carattere di unicità, ha colore rosso rubino con riflessi violacei tendenti all’arancione, profumo intenso con sentori di frutta di bosco e una gradazione alcolica tra i 12° e i 13,5°, compagno ideale di arrosti, carne alla griglia e cacciagione, viene invecchiato in grotte scavate nel tufo lungo la costa montuosa che sembrano da lontano fantastiche abitazioni trogloditiche.

 

12. Visitare il Capoluogo Potenza, rinomato per le sue Scale mobili in assoluto più lunghe d’Europa

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Visitare il Capoluogo Potenza, rinomato per le sue Scale mobili in assoluto più lunghe d'Europa

Città capoluogo della regione, considerata il Capoluogo di regione più alto d’Italia (819 MT) e Capitale del Risorgimento italiano, definita la “Citta dalle cento scale“, per via della presenza di diverse scale, in muratura e metalliche, che ne fanno una realtà urbana tutta in verticale, Potenza ha un apprezzabile centro storico, aggrappato sulla sommità del colle e raccolto attorno alla centralissima via Pretoria, con porte e torri urbiche, i “cuntani” e i “sottani”, la Cattedrale neoclassica dedicata al San Gerardo La Porta, Patrono della città, sorta su un edificio di culto paleocristiano del V secolo, spesso oggetto di visite, il Teatro Francesco Stabile, gioiellino di architettura ottocentesca, costruito a imitazione del Teatro San Carlo di Napoli e la cosiddetta “via sacra” per la scoperta degli antichi capitoli di San Gerardo, le chiese di San Francesco e San Michele.
Offre una grande serie di giardini pubblici, veri e propri polmoni verdi come la Villa di Santa Maria, Sant’Antonio la Macchia, Villa del Prefetto, Parco di Montereale, Parco Baden Powel.
Inoltre, è la città delle creazioni avveniristiche quale il Ponte Musmeci, autentico capolavoro di ingegneria concepito come un’opera d’arte e di recente si è guadagnata il primato delle scale mobili più lunghe d’Europa, con la costruzione della rampa Santa Lucia, che, pensate un po’, congiunge il centro storico, sito a oltre 800 MT, con il Fondovalle del fiume Basento, della lunghezza di 1 Km e 300 MT, è seconda nel mondo solo a Tokyo.

 

13. Percorrere i Ponti tibetani di Sasso di Castalda e di Castelsaraceno

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Percorrere i Ponti tibetani di Sasso di Castalda e di Castelsaraceno

Entrambi i ponti sono sicuramente un concentrato di emozioni da non dimenticare, poiché si sta sospesi, a centinaia di metri di altezza, tra cielo e terra, assistiti da istruttori certificati, a parte il contesto naturale incantevole che lascia senza respiro. Realizzati entrambi con funi portanti da 30 mm di diametro, il tempo di percorrenza è solitamente 30 minuti.

 

14. Vedere i Murales della Valle del Melandro, la “Valle più dipinta d’Italia”

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Vedere i Murales della Valle del Melandro, la "Valle più dipinta d'Italia"

La Valle del Melandro, attraversata dall’omonimo fiume, si trova in provincia di Potenza e si è guadagnata a giusto titolo la definizione di “Valle più dipinta d’Italia” in quanto in essa sono presenti dei centri abitati arricchiti da splendidi murales che adornano i muri di case, chiese e edifici pubblici. Questa parte della Basilicata è un vero Museo a cielo aperto del quale fanno parte da diversi anni i tre paesi confinanti tra di loro di Satriano di Lucania, addirittura insignito dal 1983 del titolo onorifico di “Capitale del Mezzogiorno dei Murales”, Sant’Angelo Le Fratte e Savoia di Lucania nei quali è possibile. In essi si possono ammirare oltre 400 opere realizzate nel corso del tempo da diversi artisti. Le suddette opere è rappresentata hanno l’interessante peculiarità di essere perfettamente integrate nel tessuto urbano, nonostante le loro grandi dimensioni. I Murales della valle del Melandro, ora come ora, rappresentano un grande polo culturale per artisti e non.

 

15. Fare meravigliose esplorazioni subacquee lungo la costa di Maratea

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Fare meravigliose esplorazioni subacquee lungo la costa di Maratea

I fondali di Maratea sono unici e ricchissimi di vegetazione, tanto che si possono benissimo definire “stupende praterie subacquee al multi-color“. Grazie alla presenza di diversi Centri Sub specializzati e riconosciuti, si ha modo di fare immersioni guidate tra profondi anfratti per osservare le tantissime specie ittiche che li popolano come le madrepore, le gorgonie gialle, le posidonie, i vermocani, le stelle marine, i granchi, i polipi, i ricci e pesci quali orate, dentici, saraghi, cernie, cefali e pezzogne. Abissi che custodiscono gelosamente anche preziosi scrigni di storia, come quello rinvenuto intorno all’Isola di Santo Janni, divenuta fra i più importanti giacimenti mediterranei di anfore e ancore dell’Età romana, alcune delle quali si possono ammirare nella mostra permanente di archeologia subacquea “Dal mare alla terra” allestita presso il museo del settecentesco Palazzo De Lieto, nel centro storico del paese.    

 

16. Fare l’Acqua-trekking a Viggianello

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Fare l'Acqua-trekking a Viggianello

Inaugurato nel 2010, si è velocemente diffuso e ha avuto un notevole successo, l’Acqua-trekking, è un tipo di escursione che avviene con la risalita dei fiumi o dei torrenti controcorrente, accompagnati da una guida, in alternanza alle camminate in acqua e a camminate sui sentieri, permette la scoperta dei vari ambienti fluviali lontani dalle rotte del turismo di massa. Le tipologie di percorso sono fondamentalmente 3: il facile, l’intermedio e il canyoning.

 

17. Emozionarsi con il River Tubing nel fiume Mercure

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Emozionarsi con il River Tubing nel fiume Mercure

Il river tubing è una piacevole e rilassante discesa a bordo di un gommone monoposto (il Tube) sulle limpide acque del fiume Mercure Lao, tra Viggianello e Rotonda.
Basta munirsi di una muta, una giacca d’acqua, un gilet salvagente, un caschetto omologato, una pagaia, un costume da bagno, un telo mare, un paio di scarpe di ricambio e il divertimento è assicurato!!!
Tra rapide e pozze, a bordo della ciambella, si attraversa uno splendido e lussureggiante bosco ripariale dove crescono ontani, pioppi, salici e farfaracci.

 

18. Addentrarsi nel silenzio dei Calanchi

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Addentrarsi nel silenzio dei Calanchi

I Calanchi, sono una particolarissima conformazione geologica di grande attrazione in Basilicata. Sono, in pratica, profondi solchi di erosione dell’acqua in un terreno fortemente argilloso, che tutti assieme danno luogo a una sorta di paesaggio, per così dire, “mobile” o anche definito “lunare. Il paesaggio lunare dei Calanchi è l’ideale per quelli che sanno apprezzare gli orizzonti sconfinati, i ritmi di vita lenti e il grande silenzio, un paesaggio che dona emozioni, profonda pace e senso di smarrimento, il bianco ne è colore predominante. Un luogo all’apparenza vuoto e desolato, ma, in realtà, ricco di elementi geologici e paleontologici, e, di enorme pregio paesaggistico, ambientale, archeologico e culturale. Quindi, occorre muoversi tra queste sculture argillose, lavorate dalla erosione meteorica per comprendere fino in fondo l’entità del luogo.

 

19. Scoprire il suggestivo paese-fantasma Craco

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Scoprire il suggestivo paese-fantasma Craco

Situato ì su un dirupo a 390 MT, avvolto completamente dal paesaggio infuocato e di sicuro impatto visivo dei Calanchi e da ulivi secolari, Craco è un suggestivo paese-fantasma che vanta origini remote. Fu abbondonato a seguito di una frana avvenuta nel 1963 che lo ha fatto sempre più sbriciolare. Un’atmosfera surreale lo circonda e un silenzio mortale lo pervade totalmente, un luogo che a lungo è stato ed è tuttora il set preferito di molti cineasti italiani e stranieri. Quando ci si aggira tra i ruderi della parte franata, lungo un percorso messo in sicurezza, incute un certo effetto e si capisce che l’appellativo di “paese-fantasma” è davvero “azzeccato”. Il paese e tutto il territorio circostante da diversi anni sono stati dichiarati “Parco Museale Scenografico” e la World Monument Fund ha incluso Craco nella Lista dei Monumenti assolutamente da salvaguardare.

 

20. Addentrarsi tra i vicoli di Guardia Perticara, il “paese delle case in pietra”

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Addentrarsi tra i vicoli di Guardia Perticara, il "paese delle case in pietra"

Ci sono paesi, piccoli paesi, che basta guardarli perchè ci raccontino la loro storia. Guardia Perticara è uno di questi. Posto su una collina che domina la Valle del fiume Sauro, è un delizioso borgo dell’entroterra lucano dalle origini antichissime, con testimonianze che risalgono al V secolo A.C. quando vi abitavano gli “Enotri”. Dopo il sisma del 1980, il suo borgo antico è stato restaurato in modo così magistrale, da riconquistare la solenne fisionomia medievale e da presentarsi ora con case e palazzi interamente rivestiti in pietre a faccia vista. Ed è proprio questa caratteristica peculiare che gli ha conferito notorietà con la denominazione de “Il paese delle case in pietra”.

Oggi fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia e dal 2011 è insignito di Bandiera arancione, marchio di qualità turistico-ambientale. E’ bello perdersi nel suo centro antico, nel groviglio di case adeguatamente decorate con mensole scolpite, mascheroni, portali, stemmi e cortiletti ricchi di piante e fiori, per percepire pienamente che qui la pietra è l’icona di una tradizione millenaria.

 

21. Ammirare l’enorme Statua bianca del Cristo Redentore

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Ammirare l'enorme Statua bianca del Cristo Redentore

La statua del Cristo Redentore è una ciclopica scultura posta sulla cima del monte San Biagio, sovrastante Maratea, è alta 22 MT, l’apertura delle braccia è 19 MT e, come dimensioni, è seconda solo al Corcovado di Rio de Janeiro. E’ stata realizzata con un particolare conglomerato di cemento e scaglie di marmo di Carrara dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, tra il 1963 e il 1965. E’ considerato elemento di grande interesse per il turismo culturale e religioso.
La statua, nel modo nel quale è stata creata, a un attento esame, rivela particolari significativi. In effetti, essa è slanciata rispetto alla prospettiva di chi la osserva grazie al movimento della tunica e del piede sinistro lasciato visibile, non ha piedistallo. Si alza direttamente dalla nuda terra, caratteristica che, per tradizione, mette in evidenza la vicinanza del Cristo ai fedeli.
Le braccia sono rivolte verso l’alto e leggermente piegate, spalancate in un gesto che richiama la preghiera del Padre Nostro.
La cosa che di più lascia attoniti, però, è il volto. Per prima cosa, la sua direzione è nascosta da un accenno di manto sulle spalle e dal braccio destro leggermente più alto di quello sinistro, così che, se si osserva la statua dal mare si crea un’illusione ottica. L’intero corpo, infatti, non è rivolto verso la valle, ma verso la basilica di San Biagio. La forma del viso, con capelli corti e barba solo accennata, a sua volta si differenzia dalla classica iconografia di Gesù, forse, perché lo si è voluto rappresentare da giovane.

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Le Piccole Dolomiti Lucane

Basilicata, che stupenda regione!

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