

Irsina: Il Borgo d’Arte e Spiritualità che incanta il Materano
Benvenuti a Irsina, una perla incastonata su un alto colle che domina le valli del Bradano e del Basentello. Considerata uno dei centri più antichi della Basilicata, questa cittadina in provincia di Matera non è solo un borgo di straordinaria bellezza paesaggistica, ma un vero e proprio “museo diffuso” dove l’arte rinascimentale incontra tradizioni secolari e un’atmosfera di pace assoluta. Nota fino al 1895 con il nome di Montepeloso, Irsina accoglie oggi viaggiatori, attratti dal suo fascino autentico e dalla ricchezza del suo patrimonio storico.
La Storia: da Montepeloso a Irsina

La storia di Irsina affonda le radici in epoche remote, con reperti archeologici che testimoniano insediamenti già in periodo greco e romano. Anticamente chiamata Montepeloso, il nome derivava probabilmente dal greco e indicava una terra fertile e ricca di vegetazione.
Nel Medioevo, la sua posizione strategica la rese un centro di grande importanza militare e religiosa. Fu teatro di aspre battaglie, come quella del 1041 tra Bizantini e Normanni. Durante il periodo normanno-svevo e successivamente sotto i vari feudi nobiliari, il borgo si arricchì di fortificazioni, mura e palazzi signorili che ancora oggi ne definiscono il profilo. Un momento di svolta fondamentale avvenne nel 1454, quando il sacerdote veneziano donato De’ Paoli portò in dono alla città preziose reliquie e opere d’arte, tra cui la celebre statua di Sant’Eufemia, cambiando per sempre l’identità culturale del borgo. Solo nel 1895 il comune assunse ufficialmente l’attuale nome di Irsina.
Cosa vedere nel borgo: Un itinerario tra arte e mistero



Il centro storico di Irsina è un labirinto di vicoli suggestivi, palazzi nobiliari e architetture sacre di inestimabile valore. Ecco le tappe imperdibili:
- Concattedrale di Santa Maria Assunta: Ricostruita nel XVIII secolo su un impianto del XIII secolo, presenta una maestosa facciata barocca e un campanile gotico a bifore. Al suo interno custodisce la statua di Sant’Eufemia, unica opera scultorea attribuita con certezza al maestro Andrea Mantegna. Non mancate di ammirare anche il fonte battesimale in marmo rosso e il crocifisso ligneo del XIV secolo.


- Complesso di San Francesco: Un ex convento che ospita una cripta di straordinaria bellezza. Qui si trovano affreschi di scuola giottesca (XIV secolo) dai colori ancora vividissimi, tra cui una particolare rappresentazione della “Dormitio Virginis”.


- I Bottini: Un capolavoro di ingegneria idraulica medievale. Si tratta di un sistema di cunicoli sotterranei scavati nella roccia che servivano a captare l’acqua e convogliarla verso le fontane pubbliche, come la monumentale Fontana delle Sette Cannelle.

- Museo Civico Janora: Situato all’interno dell’ex convento di San Francesco, raccoglie la collezione archeologica dello storico Michele Janora, con reperti che spaziano dall’età del ferro all’epoca magno-greca e romana.
- Mura e Porte Medievali: Il borgo è ancora protetto in parte dalle sue antiche mura, intervallate da torri di avvistamento e porte storiche che offrono affacci mozzafiato sulle colline circostanti.
Eventi e Tradizioni: Il cuore pulsante della comunità
La vita a Irsina è scandita da riti che fondono sacro e profano in un abbraccio comunitario unico:


- Festa di Sant’Eufemia (14-17 settembre): È l’evento più importante dell’anno. Il culmine è il 16 settembre, quando avviene la suggestiva consegna delle chiavi della città alla Santa. La processione vede sfilare la statua, la reliquia del braccio e l’icona della Madonna della Divina Provvidenza.
- Il Pizzicantò: Durante la festa patronale, si svolge questo antico gioco della tradizione contadina: squadre di uomini formano delle piramidi umane mobili, girando in tondo e intonando canti dialettali mentre cercano di mantenere l’equilibrio.
- Il raggio di sole solstiziale: Ogni 21 giugno, all’alba del solstizio d’estate, un raggio di sole penetra attraverso una finestra della Cattedrale illuminando punti precisi dell’edificio, un fenomeno che richiama antiche conoscenze astronomiche legate all’architettura sacra.
Gastronomia Tipica: I sapori della civiltà contadina lucana
La cucina irsinese è espressione della tradizione contadina, fatta di ingredienti poveri ma ricchi di gusto:



- Pasta fatta a mano: Dominano i cavatelli con fagioli e finocchietti selvatici.
- Secondi piatti a base di carne: L’agnello e il capretto sono i protagonisti della tavola, cucinati spesso “alla brace” o in umido con erbe selvatiche, tra i quali il famoso “callaridd“.
- I peperoni “Crostl“: che vengono arrostiti con pomodori e cipolla.
- Tra i dolci della tradizione irsinese: sono da provare “i ciamm’llen”, grosse ciambelle di uova e farina glassate, “i mastaccer”, dolcetti che hanno come ingredienti farina, uova, acqua e zucchero, con glassa sulla parte superiore, “i pzzitt” paste dolci di vino cotto di fichi, farina e uova, glassati.
Cosa vedere o fare nei dintorni



Irsina è la base perfetta per esplorare la Basilicata interna e la vicina Puglia:
- Matera (a circa 45 km): Impossibile non visitare la Città dei Sassi, Patrimonio UNESCO, con le sue abitazioni rupestri e le chiese scavate nel tufo.
- Gravina in Puglia: Una città gemella per conformazione geografica, famosa per il suo canyon (la gravina), il ponte acquedotto e il vasto patrimonio sotterraneo. In essa, inoltre, si rivela molto interessante da visitare il Parco Archeologico di Botromagno, ideale, più che mai, per gli amanti del trekking e della storia, trattasi di un’area vasta che conserva tracce di insediamenti peuceti e romani.
- Tricarico: Nota per il suo Carnevale storico e le torri normanne, è un altro borgo lucano ricco di storia arabo-normanna.
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