Nemoli, il borghetto all’ombra del Monte Sirino, mix di cultura e sapori



Nemoli (PZ), è un paesino a forma di croce posto al centro della Valle del Noce, dalle caratteristiche stradine aggrovigliate tra viottoli e gradinate, sovrastate da archi e soppalchi, con palazzi settecenteschi, logge e portali decorati di fregi e stemmi.
A poca distanza da esso si trova il Lago Sirino, meta degli appassionati di pesca sportiva, di passeggiate nella natura e percorsi in mountain byke.
Diversi e gustosi sono i prodotti della sua gastronomia quali salsiccie, soppressate, capocolli, prosciutti, esaltati dal saporito pane di grano cotto nel forno a legna, o dalle friselle, le pizze rustiche e i biscotti “a otto”, per la loro singolare forma.
Per non parlare, poi, dell’ottima polenta condita con salsiccia o peperoni “cruschi” e patate, uno dei piatti nemolesi davvero tipici, o anche la “trippa”, gli “ghiummarieddi” (involtini di interiora) e il soffritto.





Oltrtetutto, Nemoli è uno dei comuni che ricade nel comprensorio montano che offre un panorama incantevole a 2000 metri sul livello del mare, con uno sguardo sul Mar Tirreno, visibile dalla cima del Monte Papa, e poi il Monte Alpi e tutto il massiccio del Pollino, mentre verso nord svettano le cime dell’Appennino Lucano.
Più in là, si erge la cima del Monte Sirino e poi il Lago glaciale Laudemio, (o Lago Remmo), a oltre 1500 metri di quota, intorno al quale si possono praticare anche nordic walking e passeggiate con le racchette da neve.



Il Territorio



Con un territorio compreso fra i fiumi Noce, Torbido e Sonante, e, attraversato dai torrenti Pulcino e Vallone, una vegetazione florida che racchiude al suo interno il suggestivo e pescoso Lago Sirino, che è sorvegliato da una vetta dell’omonimo Massiccio, Nemoli è fra tutti i comuni della Valle del Noce il più piccolo (1600 abitanti), tuttavia scrigno di bellezze naturali da svelare.
Frequentate sin dall’antichità, oggi le sponde del suo Lago sono popolate da escursionisti amanti della natura e sportivi che pescano tinche, trote o una specie molto rara di gamberetto, ma anche dai Nemolesi che organizzano tante fiere e qui festeggiano la Madonna del Lago, portandola in processione sulle sue sponde.
Nemoli è raggiungibile percorrendo l’A3, uscita Lauria Nord e proseguendo sulla S.S. 19.
Cenni storici



La storia di questo piccolo ma delizioso paese è molto recente. Fu dapprima un casale di Rivello (PZ) ed aveva un altro nome, più antico: Bosco.
La sua popolazione crebbe tantissimo nel corso del XVII secolo, ma la sua vera fortuna è stata rappresentata dall’apertura della strada delle Calabrie, di cui il borgo diventò un’importante frazione di sosta. Seguirono un grande benessere economico e un ulteriore aumento demografico, che fecero scaturire la richiesta di autonomia da Rivello.
Il Re Ferdinando II di Borbone a concesse nello stesso anno, è il 1833, ed il nome del paese viene sostituito in Nemoli, dal latino Nemus Olim che significa: “una volta Bosco”.
L’Arte
La Civiltà delle mani ha lasciato a Nemoli interessanti tracce nei portali scolpiti sapientemente dagli artigiani del luogo per adornare i palazzi del centro storico, costruiti con architetture semplici eppur arricchiti da loggiati con archi a tutto sesto.
Fra tutti merita una particolare attenzione il Palazzo Filizzola edificato nel XVIII secolo.

I Turisti fortunati, inoltre, potranno ammirare alcuni di quei capolavori della lavorazione del rame, qui molto diffusa nel 1700, insieme alla tradizione artigianale della lavorazione del ferro, del legno e dell’intreccio dei cesti.
Unico in tutta la Valle del fiume Noce, è il Mulino ad acqua di Nemoli che, in piena attività, riusciva a soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione di tutta l’Area Maratea-Sirino.





L’Archeologia



I ritrovamenti archeologici in territorio di Nemoli sono, al momento, pochi e sparsi; tuttavia, il ritrovamento occasionale di alcuni bozzetti di uomini e animali fa pensare all’esistenza di un santuario antico, probabilmente, travolto da un movimento franoso.
Le Tradizioni

Fra tradizione e leggenda si colloca una vicenda tramandata dai Nemolesi, sin dal 1500, di generazione in generazione.
Si racconta, infatti, che un giorno la Vergine apparve ad una pastorella, chiedendole di scavare nel punto preciso che le indicava, perché vi avrebbe trovato una campanella, un’acquasantiera ed un’effige della Madonna stessa. La profezia si avverò e da allora la Madonna delle Grazie viene festeggiata il 2 luglio con una processione lungo le vie del paese che giunge alla chiesa Madre, dove sono custoditi i tre “oggetti”.
Nel punto indicato dalla Madonna è stata edificata una Cappella votiva in suo onore e, secondo la tradizione popolare, cresce perennemente una ginestra.
La cultura
La cultura del popolo nemolese continua a vivere in tutta la sua autenticità, nei canti e nelle musiche degli strumenti tipici prodotti artigianalmente e legati alle varie ricorrenze annuali: i suni, le zampogne e le ciarmedd a Natale; l’organetto e la camorra a Carnevale, infine, le troccole nel corso della Settimana Santa.



Cantori e ballerini animano le diverse sagre in un clima di festa ed allegria che fa da cornice alla celebrazione di riti ed usanze ereditate dal passato.



Il Micromondo, attrattore culturale di eccellenza per grandi e piccoli
Ideato nel 2005 da alcuni geologi lucani, il Micromondo rappresenta un centro culturale unico nel suo genere che predispone tutta una serie variegata di attività ludico/didattiche adatte a famiglie, scolaresche di ogni ordine e grado e gruppi, finalizzate all’apprendimento alquanto coinvolgente delle Scienze naturali.



In esso hanno luogo abitualmente laboratori esperenziali scientifici, visite guidate ai percorsi tematici ed escursioni guidate, incentrate massimamente sulla Scienza della Terra.
I percorsi tematici sui quali verte fondamentalmente il Micromondo sono due:
Il primo, denominato “I segreti del pianeta Terra”, consente di effettuare un vero e proprio viaggio alla scoperta del globo terrestre. Mediante miniature tridimensionali, supporti audiovisivi, simulazioni ed effetti speciali viene raccontata da Esperti la storia del pianeta, dalle origini ai giorni nostri, impartendo nel modo più semplice e alla portata di tutti lezioni di orogenesi, vulcanismo, carsismo e tutti i processi che modellano il paesaggio terrestre, il tutto in un’atmosfera interattiva;



il secondo, intitolato “Viaggio nel tempo alla scoperta della vita“, si scopre come è nata la vita sulla Terra.
Mediante schermi multivisori, si è catapultati in una sorta di “oceano primordiale”, con forme di vita che sono estinte da milioni di anni. E, poi, attraverso l’utilizzo di proiettori si raggiungerà il cosiddetto “anno zero”.





Per visite guidate, escursioni, percorsi tematici e pacchetti soggiorno a Nemoli
contattaci in qualsiasi momento.
Nemoli, il borghetto all’ombra del Monte Sirino, mix di cultura e sapori



Nemoli (PZ), è un paesino a forma di croce posto al centro della Valle del Noce, dalle caratteristiche stradine aggrovigliate tra viottoli e gradinate, sovrastate da archi e soppalchi, con palazzi settecenteschi, logge e portali decorati di fregi e stemmi.
A poca distanza da esso si trova il Lago Sirino, meta degli appassionati di pesca sportiva, di passeggiate nella natura e percorsi in mountain byke.
Diversi e gustosi sono i prodotti della sua gastronomia quali salsiccie, soppressate, capocolli, prosciutti, esaltati dal saporito pane di grano cotto nel forno a legna, o dalle friselle, le pizze rustiche e i biscotti “a otto”, per la loro singolare forma.
Per non parlare, poi, dell’ottima polenta condita con salsiccia o peperoni “cruschi” e patate, uno dei piatti nemolesi davvero tipici, o anche la “trippa”, gli “ghiummarieddi” (involtini di interiora) e il soffritto.





Oltrtetutto, Nemoli è uno dei comuni che ricade nel comprensorio montano che offre un panorama incantevole a 2000 metri sul livello del mare, con uno sguardo sul Mar Tirreno, visibile dalla cima del Monte Papa, e poi il Monte Alpi e tutto il massiccio del Pollino, mentre verso nord svettano le cime dell’Appennino Lucano.
Più in là, si erge la cima del Monte Sirino e poi il Lago glaciale Laudemio, (o Lago Remmo), a oltre 1500 metri di quota, intorno al quale si possono praticare anche nordic walking e passeggiate con le racchette da neve.



Il Territorio



Con un territorio compreso fra i fiumi Noce, Torbido e Sonante, e, attraversato dai torrenti Pulcino e Vallone, una vegetazione florida che racchiude al suo interno il suggestivo e pescoso Lago Sirino, che è sorvegliato da una vetta dell’omonimo Massiccio, Nemoli è fra tutti i comuni della Valle del Noce il più piccolo (1600 abitanti), tuttavia scrigno di bellezze naturali da svelare.
Frequentate sin dall’antichità, oggi le sponde del suo Lago sono popolate da escursionisti amanti della natura e sportivi che pescano tinche, trote o una specie molto rara di gamberetto, ma anche dai Nemolesi che organizzano tante fiere e qui festeggiano la Madonna del Lago, portandola in processione sulle sue sponde.
Nemoli è raggiungibile percorrendo l’A3, uscita Lauria Nord e proseguendo sulla S.S. 19.
Cenni storici



La storia di questo piccolo ma delizioso paese è molto recente. Fu dapprima un casale di Rivello (PZ) ed aveva un altro nome, più antico: Bosco.
La sua popolazione crebbe tantissimo nel corso del XVII secolo, ma la sua vera fortuna è stata rappresentata dall’apertura della strada delle Calabrie, di cui il borgo diventò un’importante frazione di sosta. Seguirono un grande benessere economico e un ulteriore aumento demografico, che fecero scaturire la richiesta di autonomia da Rivello.
Il Re Ferdinando II di Borbone a concesse nello stesso anno, è il 1833, ed il nome del paese viene sostituito in Nemoli, dal latino Nemus Olim che significa: “una volta Bosco”.
L’Arte
La Civiltà delle mani ha lasciato a Nemoli interessanti tracce nei portali scolpiti sapientemente dagli artigiani del luogo per adornare i palazzi del centro storico, costruiti con architetture semplici eppur arricchiti da loggiati con archi a tutto sesto.
Fra tutti merita una particolare attenzione il Palazzo Filizzola edificato nel XVIII secolo.

I Turisti fortunati, inoltre, potranno ammirare alcuni di quei capolavori della lavorazione del rame, qui molto diffusa nel 1700, insieme alla tradizione artigianale della lavorazione del ferro, del legno e dell’intreccio dei cesti.
Unico in tutta la Valle del fiume Noce, è il Mulino ad acqua di Nemoli che, in piena attività, riusciva a soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione di tutta l’Area Maratea-Sirino.





L’Archeologia



I ritrovamenti archeologici in territorio di Nemoli sono, al momento, pochi e sparsi; tuttavia, il ritrovamento occasionale di alcuni bozzetti di uomini e animali fa pensare all’esistenza di un santuario antico, probabilmente, travolto da un movimento franoso.
Le Tradizioni

Fra tradizione e leggenda si colloca una vicenda tramandata dai Nemolesi, sin dal 1500, di generazione in generazione.
Si racconta, infatti, che un giorno la Vergine apparve ad una pastorella, chiedendole di scavare nel punto preciso che le indicava, perché vi avrebbe trovato una campanella, un’acquasantiera ed un’effige della Madonna stessa. La profezia si avverò e da allora la Madonna delle Grazie viene festeggiata il 2 luglio con una processione lungo le vie del paese che giunge alla chiesa Madre, dove sono custoditi i tre “oggetti”.
Nel punto indicato dalla Madonna è stata edificata una Cappella votiva in suo onore e, secondo la tradizione popolare, cresce perennemente una ginestra.
La cultura
La cultura del popolo nemolese continua a vivere in tutta la sua autenticità, nei canti e nelle musiche degli strumenti tipici prodotti artigianalmente e legati alle varie ricorrenze annuali: i suni, le zampogne e le ciarmedd a Natale; l’organetto e la camorra a Carnevale, infine, le troccole nel corso della Settimana Santa.



Cantori e ballerini animano le diverse sagre in un clima di festa ed allegria che fa da cornice alla celebrazione di riti ed usanze ereditate dal passato.



Il Micromondo, attrattore culturale di eccellenza per grandi e piccoli
Ideato nel 2005 da alcuni geologi lucani, il Micromondo rappresenta un centro culturale unico nel suo genere che predispone tutta una serie variegata di attività ludico/didattiche adatte a famiglie, scolaresche di ogni ordine e grado e gruppi, finalizzate all’apprendimento alquanto coinvolgente delle Scienze naturali.



In esso hanno luogo abitualmente laboratori esperenziali scientifici, visite guidate ai percorsi tematici ed escursioni guidate, incentrate massimamente sulla Scienza della Terra.
I percorsi tematici sui quali verte fondamentalmente il Micromondo sono due:
Il primo, denominato “I segreti del pianeta Terra”, consente di effettuare un vero e proprio viaggio alla scoperta del globo terrestre. Mediante miniature tridimensionali, supporti audiovisivi, simulazioni ed effetti speciali viene raccontata da Esperti la storia del pianeta, dalle origini ai giorni nostri, impartendo nel modo più semplice e alla portata di tutti lezioni di orogenesi, vulcanismo, carsismo e tutti i processi che modellano il paesaggio terrestre, il tutto in un’atmosfera interattiva;



il secondo, intitolato “Viaggio nel tempo alla scoperta della vita“, si scopre come è nata la vita sulla Terra.
Mediante schermi multivisori, si è catapultati in una sorta di “oceano primordiale”, con forme di vita che sono estinte da milioni di anni. E, poi, attraverso l’utilizzo di proiettori si raggiungerà il cosiddetto “anno zero”.





Per visite guidate, escursioni, percorsi tematici e pacchetti soggiorno a Nemoli
contattaci in qualsiasi momento.
Nemoli, il borghetto all’ombra del Monte Sirino, mix di cultura e sapori
Nemoli (PZ), è un paesino a forma di croce posto al centro della Valle del Noce, dalle caratteristiche stradine aggrovigliate tra viottoli e gradinate, sovrastate da archi e soppalchi, con palazzi settecenteschi, logge e portali decorati di fregi e stemmi.
A poca distanza da esso si trova il Lago Sirino, meta degli appassionati di pesca sportiva, di passeggiate nella natura e percorsi in mountain byke.
Diversi e gustosi sono i prodotti della sua gastronomia quali salsiccie, soppressate, capocolli, prosciutti, esaltati dal saporito pane di grano cotto nel forno a legna, o dalle friselle, le pizze rustiche e i biscotti “a otto”, per la loro singolare forma.
Per non parlare, poi, dell’ottima polenta condita con salsiccia o peperoni “cruschi” e patate, uno dei piatti nemolesi davvero tipici, o anche la “trippa”, gli “ghiummarieddi” (involtini di interiora) e il soffritto.





Oltrtetutto, Nemoli è uno dei comuni che ricade nel comprensorio montano che offre un panorama incantevole a 2000 metri sul livello del mare, con uno sguardo sul Mar Tirreno, visibile dalla cima del Monte Papa, e poi il Monte Alpi e tutto il massiccio del Pollino, mentre verso nord svettano le cime dell’Appennino Lucano.
Più in là, si erge la cima del Monte Sirino e poi il Lago glaciale Laudemio, (o Lago Remmo), a oltre 1500 metri di quota, intorno al quale si possono praticare anche nordic walking e passeggiate con le racchette da neve.



Il Territorio



Con un territorio compreso fra i fiumi Noce, Torbido e Sonante, e, attraversato dai torrenti Pulcino e Vallone, una vegetazione florida che racchiude al suo interno il suggestivo e pescoso Lago Sirino, che è sorvegliato da una vetta dell’omonimo Massiccio, Nemoli è fra tutti i comuni della Valle del Noce il più piccolo (1600 abitanti), tuttavia scrigno di bellezze naturali da svelare.
Frequentate sin dall’antichità, oggi le sponde del suo Lago sono popolate da escursionisti amanti della natura e sportivi che pescano tinche, trote o una specie molto rara di gamberetto, ma anche dai Nemolesi che organizzano tante fiere e qui festeggiano la Madonna del Lago, portandola in processione sulle sue sponde.
Nemoli è raggiungibile percorrendo l’A3, uscita Lauria Nord e proseguendo sulla S.S. 19.
Cenni storici



La storia di questo piccolo ma delizioso paese è molto recente. Fu dapprima un casale di Rivello (PZ) ed aveva un altro nome, più antico: Bosco.
La sua popolazione crebbe tantissimo nel corso del XVII secolo, ma la sua vera fortuna è stata rappresentata dall’apertura della strada delle Calabrie, di cui il borgo diventò un’importante frazione di sosta. Seguirono un grande benessere economico e un ulteriore aumento demografico, che fecero scaturire la richiesta di autonomia da Rivello.
Il Re Ferdinando II di Borbone a concesse nello stesso anno, è il 1833, ed il nome del paese viene sostituito in Nemoli, dal latino Nemus Olim che significa: “una volta Bosco”.
L’Arte
La Civiltà delle mani ha lasciato a Nemoli interessanti tracce nei portali scolpiti sapientemente dagli artigiani del luogo per adornare i palazzi del centro storico, costruiti con architetture semplici eppur arricchiti da loggiati con archi a tutto sesto.
Fra tutti merita una particolare attenzione il Palazzo Filizzola edificato nel XVIII secolo.

I Turisti fortunati, inoltre, potranno ammirare alcuni di quei capolavori della lavorazione del rame, qui molto diffusa nel 1700, insieme alla tradizione artigianale della lavorazione del ferro, del legno e dell’intreccio dei cesti.
Unico in tutta la Valle del fiume Noce, è il Mulino ad acqua di Nemoli che, in piena attività, riusciva a soddisfare l’intero fabbisogno della popolazione di tutta l’Area Maratea-Sirino.





L’Archeologia



I ritrovamenti archeologici in territorio di Nemoli sono, al momento, pochi e sparsi; tuttavia, il ritrovamento occasionale di alcuni bozzetti di uomini e animali fa pensare all’esistenza di un santuario antico, probabilmente, travolto da un movimento franoso.
Le Tradizioni

Fra tradizione e leggenda si colloca una vicenda tramandata dai Nemolesi, sin dal 1500, di generazione in generazione.
Si racconta, infatti, che un giorno la Vergine apparve ad una pastorella, chiedendole di scavare nel punto preciso che le indicava, perché vi avrebbe trovato una campanella, un’acquasantiera ed un’effige della Madonna stessa. La profezia si avverò e da allora la Madonna delle Grazie viene festeggiata il 2 luglio con una processione lungo le vie del paese che giunge alla chiesa Madre, dove sono custoditi i tre “oggetti”.
Nel punto indicato dalla Madonna è stata edificata una Cappella votiva in suo onore e, secondo la tradizione popolare, cresce perennemente una ginestra.
La cultura
La cultura del popolo nemolese continua a vivere in tutta la sua autenticità, nei canti e nelle musiche degli strumenti tipici prodotti artigianalmente e legati alle varie ricorrenze annuali: i suni, le zampogne e le ciarmedd a Natale; l’organetto e la camorra a Carnevale, infine, le troccole nel corso della Settimana Santa.



Cantori e ballerini animano le diverse sagre in un clima di festa ed allegria che fa da cornice alla celebrazione di riti ed usanze ereditate dal passato.



Il Micromondo, attrattore culturale di eccellenza per grandi e piccoli
Ideato nel 2005 da alcuni geologi lucani, il Micromondo rappresenta un centro culturale unico nel suo genere che predispone tutta una serie variegata di attività ludico/didattiche adatte a famiglie, scolaresche di ogni ordine e grado e gruppi, finalizzate all’apprendimento alquanto coinvolgente delle Scienze naturali.



In esso hanno luogo abitualmente laboratori esperenziali scientifici, visite guidate ai percorsi tematici ed escursioni guidate, incentrate massimamente sulla Scienza della Terra.
I percorsi tematici sui quali verte fondamentalmente il Micromondo sono due:
Il primo, denominato “I segreti del pianeta Terra”, consente di effettuare un vero e proprio viaggio alla scoperta del globo terrestre. Mediante miniature tridimensionali, supporti audiovisivi, simulazioni ed effetti speciali viene raccontata da Esperti la storia del pianeta, dalle origini ai giorni nostri, impartendo nel modo più semplice e alla portata di tutti lezioni di orogenesi, vulcanismo, carsismo e tutti i processi che modellano il paesaggio terrestre, il tutto in un’atmosfera interattiva;



il secondo, intitolato “Viaggio nel tempo alla scoperta della vita“, si scopre come è nata la vita sulla Terra.
Mediante schermi multivisori, si è catapultati in una sorta di “oceano primordiale”, con forme di vita che sono estinte da milioni di anni. E, poi, attraverso l’utilizzo di proiettori si raggiungerà il cosiddetto “anno zero”.





Per visite guidate, escursioni, percorsi tematici e pacchetti soggiorno a Nemoli