Trekking in Basilicata
Un Viaggio tra Natura e Storia



Trekking in Basilicata: la regione del sud Italia conosciuta anche come Lucania, è un tesoro nascosto per gli appassionati di quest’attività.
In effetti, la varietà dei suoi ambienti, che spaziano dalle rigogliose foreste dei Parchi Nazionali alle rocce lunari dei calanchi, le colline, le montagne, i panorami mozzafiato, fan sì che in pochi chlometri si possa scoprire una regione adatta al turismo “slow” e la rendono un paradiso per coloro che cercano un contatto profondo con la natura e la storia millenaria che essa custodisce.
A piedi o in mountain bike, per escursionisti neofiti o preparati, curiosi, famiglie e quanti vogliono scoprire questa parte del Sud italia, scrigno segreto di bellezze …….. a passo lento, dolcemente! Percorsi scelti seguendo diversi criteri, attraverso eccellenze, aree protette, itinerari classici, storici, curiosità. Paesaggi e passaggi tra antiche vie di comunicazione e della transumanza.
E’ questo l’approccio da seguire per chi giunge in queste terre: farsi attraversare lentamente dalla vita in tutti i suoi aspetti per riscoprire un ritmo alternativo. Orizzonti vasti, profondi silenzi, sapori genuini, tracce indelebili per “ri-scoprire” come forse era la Terra un tempo.
Trekking in Basilicata: dove praticarlo?



Trekking in Basilicata: un’offerta alquanto variegata di itinerari che sono un vero e proprio tuffo nella storia. I sentieri attraversano antichi borghi, castelli e chiese rupestri, conducendo i viaggiatori in un viaggio nel tempo.
Tra le tappe imprescindibili per gli amanti del trekking, vi sono:
Il Parco Nazionale del Pollino
Con i suoi più di 1.900 km² di superficie, il Parco Nazionale del Pollino è il più grande d’Italia e offre scenari unici come la vista del Pino Loricato, simbolo del Parco. I sentieri si sviluppano in un ambiente di rara bellezza dove è possibile incontrare anche la fauna selvatica come l’aquila reale.



Considerato uno dei Massici in assoluto più belli e caratterizzanti dell’Appennino, le sue cime principali non sono altissime e sono tutte facilmente raggiungibili in quanto raggruppate in cerchio attorno allo splendido piano del Pollino. Ma i vasti boschi, gli altopiani erbosi, le ampie creste sommitali, esercitano un fascino particolare per il grande senso di wilderness dovuto alla minore pressione dell’Uomo e, soprattutto, dei turisti e degli escursionisti. Questo parco del Mediterraneo, insomma, testimonia con i massicci del Pollino e dell’Orsomarso, l’intreccio millenario di natura e Uomo.
Tra i tanti percorsi che ci sono a disposizione, si segnalano la zona del cosiddetto “Giardino degli Dei”, escursione di media montagna senza eccessiva difficoltà, ma lunga e impegnativa fisicamente su sentiero ben visibile e a tratti ben indicato (segnavia bianco/rossi), ben ombreggiato; il Colle dell’Impiso, l’area faunistica del capriolo, la Riserva naturale orientata di Bosco Rubbio, Piano Iannace, le Gole di Fosso Iannace e il sentiero che dal lago della Duglia conduce alla Grande Porta del Pollino.



Il Parco dell’AppenninoLucano Val d’Agri Lagonegrese
Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese è un’area naturale protetta nata nel 2007 ed è, in ordine cronologico, l’ultimo parco nazionale italiano ad essere stato istituito. Considerato l’ultimo “anello naturalistico che mancava per realizzare ed attuare il progetto APE (Appennino Parco d’Europa).



Il territorio è ricco di boschi ed è adatto a tutte le attività, da quelle sportive a quelle culturali, dando la percezione di essere veramente in simbiosi con la natura. Escursionismo e trekking tra le alte cime e tra i boschi, arrampicata ad Abriola/Volturino, lunghi trekking come quello del Sentiero Frassati a Sasso di Castalda.
Tra i percorsi più interessanti da praticare si segnala: il Monte Volturino con il sentiero del ventennale, Sasso di Castalda con il sentiero Frassati, il Monte di Viggiano, sul quale da secoli si venera tantissimo la Madonna Nera nell’omonimo Santuario, la Riserva regionale Abetina di Laurenzana, area naturale protetta della regione dal 1988, in cui, tra l’altro, si ha il piacere di ammirare la rarità botanica rappresentata dall’Abete bianco, Monteforte, Abriola e la ferrovia dimenticata.
Lunga la fitta rete di strade secondarie, si pratica un intenso cicloturismo stradale, oltre ai percorsi di pellegrini come quello della Madonna di Viggiano. Fantastiche discese in mtb al “Bike Park Sellata” sui tracciati delle piste da sci. Interessanti sono le attività legate agli sport invernali: Sellata-Arioso, Volturino-Viggiano, Marsico e Sirino-Conserva Lauria.






Le Dolomiti Lucane
Conosciute anche come “Le Dolomiti del Sud”, le Dolomiti Lucane sono famose per le loro forme spettacolari. I sentieri trekking in questa zona, come quello delle “Sette Pietre”, garantiranno una vera e propria esperienza sensoriale tra formazioni rocciose e vedute spettacolari.



Esse rientrano nel Parco naturale Gallipoli Cognato, estensione di 27.027 ettari che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici quali la Foresta di Gallipoli-Cognato, il Bosco di Montepiano e i resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV secolo A.C. sulla sommità del Monte Croccia. Tra gli elementi naturali più significativi ci sono le due dorsali di roccia arenacea, delineate diversamente, di cui la più armonica è la Montagna del Caperrino (1400 MT).
I sentieri del Parco sono ben segnati e consentono di effettuare diverse tipologie di escursioni in base alla difficoltà e alle proprietà tecniche di ognuno. Leggendo la carta del Parco è possibile vedere tutte le alternative, scegliendo cosa è possibile fare a piedi o in mtb. I percorsi segnati per i cicloturisti in fuoristrada sono effettuati su tratti di sterrato e asfalto.
Tra i vari sentieri ameni che si consigliano, a parte quello già citato della “Camminata delle sette pietre”, la Riserva naturale antropologica del Monte Croccia, gestita dal Corpo Forestale dello Stato, che tutela un significativo connubio tra ambiente naturale e attività umana, in quanto custodisce al suo interno, a 1149 MT sul livello del mare, un’antica città fortificata per mezzo di un sistema murario difensivo rimasto pressoché intatto, il Monte Malerba, con un bell’itinerario ad anello con forte valenza naturalistica e storica, poiché, si cammina, in pratica, nel vero e proprio cuore della regione su sentieri, rocce e stradine forestali, la Costa Cervitale e il sentiero di Acquarra, una vecchia via di campagna che, nei tempi remoti, collegava Castelmezzano al borgo di Campomaggiore e alla Valle del Basento. Quest’ultimo è adatto anche a famiglie con bambini, ma adeguatamente preparati e attrezzati, per la presenza di alcune piccole difficoltà tecniche nella esecuzione del percorso.



I Calanchi di Aliano
I Calanchi, terreni argillosi modellati dall’erosione, offrono un paesaggio che ricorda le ambientazioni lunari. Il trekking tra queste sculture naturali è un’avventura che regala emozioni indimenticabili, e il museo dedicato a Carlo Levi, autore di “Cristo si è fermato a Eboli”, arricchirà la visita di una profonda riflessione culturale.



Infatti, addentrarsi tra i Calanchi della terra dei paesaggi e della vita descritta da Carlo Levi durante il confino, riporta alla memoria il percorso che lo scrittore aveva vissuto intraprendendo un avventuroso viaggio a piedi una sera di fine inverno per portare conforto e assistenza ad un contadino malato nella Masseria Celestrina.
Il paesaggio è, oltretutto, caratterizzato da forre alternate a campi coltivati strappati alla natura, che in questa zona sembra non volere regalare nulla. Il senso di smarrimento è totale, il silenzio, il bianco sono i segni distintivi di un luogo apparentemente vuoto e desolato, ma incredibilmente denso di aspetti selvaggi e belli. Non è raro incrociare con lo sguardo il volo di uno o più nibbi che su questa terra sono i dominatori e che accompagnano con i loro volteggi l’escursione.
Muoversi tra queste sculture argillose, lavorate dall’erosione meteorica, significa lasciarsi trasportare dalla suggestione letteraria che il libro descrive come il volto della civiltà contadina.






La Costa Tirrenica
La costa tirrenica regala sentieri che si snodano tra baie, deliziose calette, gole, insenature, spiagge nascoste e grotte, offrendo al viandante l’opportunità di un tuffo rinfrescante dopo ore di cammino. Il trekking costiero combina l’amore per il mare e quello per la camminata in natura e per la montagna. Poco più di 30 KM bastano alla Basilicata per affacciarsi sul Mar Tirreno con le meraviglie di un’autentica perla: Maratea.



Maratea non è solo mare, è un luogo da visitare tutto l’anno. Con una manciata di chilometri, in effetti, si arriva alle alte vette del Parco Nazionale del Pollino, quelle del Monte Sirino e le altre montagne del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano. A seconda del periodo, offrono piste da sci, attività di sci-escursionismo, sci di fondo, arrampicata, escursioni a piedi e in bicicletta, tra boschi e anfratti.


Alcuni fra i percorsi più facilmente eseguibili sono quello che dal centro storico di Maratea conduce alla statua del Redentore, uno dei simboli per i quali è attualmente riconosciuta la città, in cima al Monte San Biagio, dove ci sono anche i ruderi della cittadella antica conosciuta anche come “Il Castello”; e, quello che dal livello del mare, la frazione di Maratea nota come Acquafredda, giunge fino al Passo Colla, da dove è possibile altri percorsi alla scoperta delle pendici dei Monti Crivo e Coccovello, entrambi inseriti tra i Siti di interesse comunitario della regione. Quest’ultimo è un percorso ben segnato con segnavia bianco/rossi e si può compiere in ambedue i sensi, anche se è consigliabile fare quello in salita.





Il Parco delle chiese rupestri del Materano
Decisamente tra i più spettacolari paesaggi rupestri d’Italia e testimone dell’antico rapporto tra natura e Uomo, il Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano si trova a Matera, a poca distanza dal confine con la Puglia. Più semplicemente detto “Parco della Murgia Materana”, è caratterizzato da roccia tenera segnata da profondi solchi che disegnano rupi, forre, grotte, gravine utilizzate dall’Uomo sin dalla preistoria.



Il Parco è compreso tra le contrade poste tra la S.S. 7, la S.P. Matera – Ginosa – Montescaglioso e la S.S. 175. Ad Ovest di Matera, poi, il perimetro del Parco corre su di una ristretta fascia lungo il corso della Gravina di Picciano che, partendo dall’omonimo colle, giunge alla confluenza del fiume Bradano. Spettacolare è la Gravina di Matera, enorme solco calcareo che attraversa il territorio con i suoi venti chilometri di lunghezza, giungendo fin sotto l’abtato di Montescaglioso. Sul fondo di questo canyon scorre l’omonimo torrente il cui lento cammino delle acque prosegue verso Sud, costeggiando i Sassi di Matera, sfiorando l’abitato di Montescaglioso, oltre il quale sfocia nel fiume Bradano. Un territorio suggestivo, in apparenza desolato, ma che nasconde ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di eccezionale valore.



L’area del Parco Murgia è stata recentemente suddivisa in settori e ad ognuno di essi è stata attribuita una numerazione. Tutti i sentieri riportati sono segnalati con un numero a tre cifre, la prima delle quali indica il settore interessato dal percorso:
. 001 L’itinerario che da Matera giunge sino a Montescaglioso
. 100 Murgia Timone
. 200 Murgecchia
. 400 Area di Montescaglioso
. MB1 Percorso in mountain bike.






L’Ente Parco della Murgia Materana sta lavorando per definire nuovi itinerari e per rendere praticabili quelli già individuati. Ogni sentiero sarà evidenziato con segnaletica verticale e orizzontale.
Trekking in Basilicata: tutti i suggerimenti pratici



Affinché il trekking in Basilicata possa essere goduto al meglio, è necessario seguire alcuni consigli pratici:
- Preparazione: Prima di partire, studiate bene il percorso e assicuratevi di essere equipaggiati adeguatamente.
- Equipaggiamento: Scarpe da trekking, zaino, abbigliamento a strati e un bastone da trekking sono essenziali. Non dimenticate acqua e cibo sufficiente.
- Rispetto per la natura: La Basilicata è una terra selvaggia e preservata. È fondamentale mantenere una condotta rispettosa dell’ambiente.
- Sicurezza: Informate sempre qualcuno sul percorso che intendete seguire e le stime dei tempi di percorrenza.



Trekking in Basilicata: conclusioni
Trekking in Basilicata, lì dove la natura fa spettacolo.
La Basilicata aspetta tutti gli appassionati di trekking con le sue meraviglie naturali e culturali. Lasciatevi coinvolgere dall’incanto dei suoi paesaggi e dalla genuinità delle sue genti; il trekking in Basilicata non è solo sport, è un’esperienza che riempie l’anima.
I percorsi sono tanti ed entusiasmanti e mettono in correlazione la cultura e la tradizione, che, percorrendo la complessa storia della presenza dell’Uomo su questo territorio, offrono il senso e l’interpretazione della Basilicata vera.
Gli itinerari proposti sono la base necessaria per avere un quadro generale, ma non esaustivo della rete sentieristica regionale e consentono a tutti i fruitori, escursionisti, trekkers, semplici camminatori e ciclisti di realizzare il proprio itinerario alla scoperta di questa terra.



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