

Tricarico, cosa vedere:
Viaggio nel Cuore Arabo-Normanno della Basilicata
Tricarico, adagiata su un crinale a quasi 700 metri di quota in provincia di Matera, rientra in quella parte della Basilicata che vive nel silenzio delle alture, dove la storia non si è limitata a passare, ma ha scavato solchi profondi nella pietra e nell’anima della gente. Infatti, Tricarico è molto più di un semplice borgo: è un labirinto di civiltà sovrapposte, un luogo dove l’eco dei muezzin arabi sembra ancora rincorrersi tra le navate delle cattedrali normanne. In questa guida Vi porteremo alla scoperta di una delle città d’arte più autentiche e stratificate del Sud Italia.
- La Storia: Un Incrocio Indelebile di Civiltà
- Cosa vedere nel borgo antico di Tricarico: tra Torri, Quartieri Arabi e Palazzi Nobiliari
- Eventi e Tradizioni: Il Carnevale e le Maschere Antropologiche
- Gastronomia Tipica: la terra lucana nella sua essenza
- Cosa vedere o fare nei dintorni: Natura e Spiritualità
La Storia: Un Incrocio Indelebile di Civiltà

La storia di Tricarico è un romanzo epico che affonda le radici in epoca antichissima, ma è nel Medioevo che il borgo assume il suo volto unico. Fondata probabilmente dai Longobardi, Tricarico divenne un’importante roccaforte bizantina prima di vivere una delle pagine più curiose della storia lucana: la dominazione araba. Tra il IX e il X secolo, Tricarico fu sede di un emirato, lasciando un’impronta urbanistica indelebile nei quartieri della Ràbata e della Saracena.
Con l’arrivo dei Normanni, il borgo divenne una contea potentissima e un centro religioso di primaria importanza, sede vescovile già dal 1060. Nel corso dei secoli, è stata feudo di grandi famiglie come i Sanseverino e i Revertera. Ma Tricarico è anche la città della modernità sociale: qui nacque e operò Rocco Scotellaro, il “sindaco poeta” che negli anni ’50 diede voce al riscatto dei contadini lucani, rendendo questo comune un simbolo della lotta per la dignità rurale nel Mezzogiorno.
Cosa vedere nel borgo antico di Tricarico: tra Torri, Quartieri Arabi e Palazzi Nobiliari



Passeggiare per Tricarico significa attraversare il tempo. Ecco le tappe imperdibili:
La Torre Normanna: È il simbolo indiscusso del borgo. Alta circa 27 metri, con mura spesse oltre 4 metri, domina l’intero paesaggio circostante. Faceva parte di un complesso fortificato e oggi offre una vista mozzafiato che spazia dalle Dolomiti Lucane fino allo Ionio nelle giornate più nitide.

I Quartieri Arabi (Ràbata e Saracena): Perditi tra i vicoli stretti e i “supporti” (passaggi coperti) di questi rioni. L’architettura qui è tipicamente islamica: case ammassate, strade intricate nate per esigenze difensive e per proteggere dal sole. È un pezzo di Nord Africa incastonato tra le montagne lucane.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta: Un gioiello che fonde romanico e barocco. Al suo interno sono custoditi splendidi affreschi e la tomba di San Pancrazio. Non dimenticare di visitare la Cappella del Crocifisso, interamente affrescata.

Il Convento di San Francesco d’Assisi: Fondato secondo la tradizione da un compagno del Santo, ospita un ciclo di affreschi del XVI e XVII secolo di rara bellezza, che raccontano la vita del Poverello d’Assisi e scene bibliche.
Palazzo Ducale e il Museo Archeologico: Il palazzo della famiglia Revertera è oggi un centro culturale d’eccellenza che ospita reperti lucani di epoca greca e romana ritrovati nelle aree limitrofe, testimoniando l’importanza strategica di Tricarico sin dall’antichità.


Eventi e Tradizioni: Il Carnevale e le Maschere Antropologiche



Se c’è un momento in cui l’anima di Tricarico esplode in tutta la sua forza, è durante il suo leggendario Carnevale. Si tratta di uno dei riti più importanti d’Europa, incentrato sulle figure del Toro e della Mucca.
Queste maschere antropologiche rappresentano una mandria in transumanza: le mucche, addobbate con nastri multicolori e cappelli a falda larga, e i tori, completamente neri con decorazioni rosse, sfilano per le vie del borgo al suono di pesanti campanacci. È un rito ancestrale, legato alla terra e ai cicli della natura, che culmina nel “matrimonio di Carnevale” e nel rogo del fantoccio. Parteciparvi significa immergersi in un’atmosfera magica e quasi primordiale che non ha eguali.
Gastronomia Tipica: la terra lucana nella sua essenza



A Tricarico la tavola è un rito. La cucina è povera ma ricchissima di sapore, basata sui prodotti di un’agricoltura eroica:
- I Calzoni con la polpa di maiale: Spesso preparati durante il periodo di Carnevale, sono dei piccoli scrigni di pasta fritta o al forno ripieni di carne condita con polvere di peperone crusco.
- Pasta fresca (Cavatelli e Frizzuli): Rigorosamente fatti a mano e conditi con il ragù di carne o con la classica “mollica fritta” e peperone crusco.
- I Formaggi: Tricarico è zona di pascoli. Non puoi ripartire senza aver assaggiato il pecorino locale e il caciocavallo, dal sapore deciso e piccante se stagionato.
Cosa vedere o fare nei dintorni: Natura e Spiritualità



Tricarico è la base perfetta per esplorare il cuore selvaggio della Basilicata:
- Santuario di Santa Maria di Fonti: Situato a pochi chilometri dal centro, immerso in una fitta foresta, è un luogo di profonda devozione e pace, ideale per un picnic o una passeggiata rigenerante tra querce secolari.
- Accettura e il Parco di Gallipoli Cognato: A breve distanza trovi la foresta di Gallipoli Cognato, cuore del Parco Naturale, dove potrai fare trekking o osservare la fauna locale (daini e cinghiali).
- Il Volo dell’Angelo (Castelmezzano e Pietrapertosa): In meno di 40 minuti puoi raggiungere le Dolomiti Lucane per vivere l’ebbrezza di volare tra due dei borghi più belli d’Italia.
- Santuario della Madonna di Servigliano: Un altro sito religioso immerso nella natura, perfetto per chi cerca percorsi di turismo lento e spirituale.
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