Visitare Castelsaraceno con il suo Ponte tibetano

Visitare Castelsaraceno per fare un tuffo nella natura e nelle tradizioni

Visitare Castelsaraceno significa scoprire un paese che ha la particolare caratteristica geografica di trovarsi fra due eccezionali parchi naturalistici della Basilicata, ossia il Parco Nazionale del Pollino e il Parco dell’Appennino Lucano-Lagonegrese-Val d’Agri. Quindi, vuol dire, innanzitutto, immersione totale nella natura più pura e stimolante.

Visitare Castelsaraceno:

fra antichità, arte pastorale e adrenalina allo stato puro

Visitare Castelsaraceno fa parte, ora come ora, di uno dei “must” del turismo in Basilicata, in quanto la scelta delle cose da fare qui è alquanto variegata e piacevole e di certo nessuno rimarrà insoddisfatto.

Il paese

Visitare Castelsaraceno con il suo Ponte tibetano

A guardarlo dall’alto il borgo di Castelsaraceno (PZ) sembra a tutti che abbia la forma di cuore, situato ad un’altezza di 916 MT e con 1196 abitanti, e, con una storia molto antica e intensa alle spalle, il suo “clou” è determinato dalla stessa posizione geografica, vale a dire che trovasi a metà strada tra i due grandi e rinomati parchi naturalistici della regione, quello del Pollino e dell’Appennino Lucano-Lagonegrese-Val d’Agri, che ne fa indiscutibilmente una delle mete privilegiate da parte degli amanti della natura, della botanica, del trekking e dell’escursionismo più in generale.

Il suo centro antico si arrampica su uno sperone di roccia chiamato “la Tempa” e in esso sono presenti file di abitazioni addossate l’una all’altra con la roccia che affiora qua e là, in una sorta di coesistenza simbiotica, e nel quale si può ancora denotare un’urbanistica di matrice medievale ravvisabile più che altro nelle viuzze strette e tortuose, nei vicoli ciechi e nei “supporti”.

La sua ubicazione e il suo nome, quasi sicuramente, rimandano all’esistenza di un insediamento saraceno dominato da un fortilizio, a mò di punto di sentinella, attorno perlopiù all’anno 1031 dai Saraceni.

Venne raso al suolo da un terremoto, in seguito diventerà presidio normanno, per poi essere lasciato dai Normanni e passare sotto il dominio dei signori Mango di San Chirico. Successivamente, nel XV secolo, fu sotto il governo della famiglia Carafa, e poi ancora, dei feudatari Sanseverino.

Nel paese, tra le architetture che più rilevanti per la loro storia e il loro pregio, spiccano il Palazzo baronale appartenente al XV secolo; la chiesa di Santo Spirito che risale al XVI-XVII secolo, con all’interno, un trittico del pittore D’Amato esponente della Scuola Napoletana di Raffaello e un polittico su tela su San Leonardo di Ippolito Borghese, la chiesa di San Rocco, la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il Convento dei Cappuccini.

Il Museo della Pastorizia

Vero e proprio capolavoro museale in tutta la regione, luogo più che mai identificativo del paese e della sua gente, il Museo della Pastorizia, che è stato inaugurato nel 2017, si è rivelato una vera e propria sfida nell’ambizioso progetto di puntare su un tema prettamente circoscritto alla realtà demoetnoantropologica locale.

Un Museo che nel trattare un argomento come la civiltà pastorale e le tradizioni paesane si propone, nel suo percorso espositivo interno, alquanto moderno e interattivo.

Infatti, attraverso una tecnologia sofisticata, la visita culturale di stampo tradizionale si trasforma in un bellissimo Tour multi-sensoriale, in quanto ogni argomento oggetto di trattazione ha la propria sala di esposizione quali la sala del Tempo, dello Spazio, dei Saperi e della Memoria della cultura pastorale castellana.

Il Museo in sé vive un perfetto rapporto simbiotico con l’ambiente circostante; tanti sono, infatti, i riferimenti alla natura e al territorio nel quale è immerso Castelsaraceno.

Già, per cominciare, non appena si varca la soglia del museo, ci si accorge che la coreografia sapientemente allestita intende trasmettere al visitatore quelle che sono le principali caratteristiche del paese dal punto di vista culturale, sociale ed economico.

Ma ciò che, al di là di tutto, rende ancora più preziosa e avvincente la visita al museo è la raccolta delle testimonianze dei numerosi abitanti del borgo che, in questo modo, contribuiscono a tramandare direttamente il loro sapere alle future generazioni.

In effetti, questo aspetto lo si vede più che mai nella Sala espositiva dei Saperi, dove sono presenti tanti pannelli multimediali attraverso i quali si ascoltano le interviste rilasciate da contadini, pastori e altre persone residenti.

In più, quattro vetrine con oggetti d’epoca.

Mentre, all’interno della Sala espositiva della Memoria si trovano quattro video che illustrano rispettivamente la transumanza, l’evento annuale di Castelsaraceno della ‘Ndenna, la giornata modello del pastore e l’artigianato delle fuscelle.

C’è poi la Sala dello Spazio in cui sono esposti gli strumenti da lavoro dei pastori e la sezione multimediale degli “oggetti narranti”, dove è possibile interagire con degli oggetti appositamente riprodotti ascoltando racconti di vita antica.

Infine, la Sala del Tempo che costituisce una sorta di immersione a 360° nel meraviglioso scenario naturalistico della Basilicata più in generale attraverso una multiproiezione, dove, come giusta ciligina sulla torta, mediante l’uso costante di moduli olfattivi e di un audio sincronizzato, al visitatore è assicurata una fruizione ancora più coinvolgente del paesaggio che in quel momento si delinea sotto i suoi occhi, fino a percepirne anche i suoi odori.

Orari di apertura del Museo

10:00 – 18:00 Da lunedì a venerdì
10:00 – 19:00 Sabato, domenica e festivi
Martedì, giorno di chiusura

Tariffe

7€ Biglietto Intero
5€ Biglietto Ridotto
Il Museo offre la possibilità di visite libere e di visite guidate su prenotazione

Per chi possiede il biglietto per il Ponte Tibetano: INGRESSO GRATUITO esibendo il titolo.

Il Ponte tibetano fra i più lunghi al mondo

Il ponte tibetano di Castelsaraceno è stato inaugurato il 31 luglio 2021 e, fra i vari obiettivi per i quali è stato creato, c’è quello di congiungere il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri Lagonegrese, data proprio la posizione intermedia occupata dal paese, e, è stato, appunto, denominato “Ponte tra i due Parchi”.

Esso è lungo 586 metri e si trova a 80 d’altezza, in una profondissima e bellissima gola solcata dal torrente Raganello. Si tratta di una performance d’ingegneria veramente mastodontica con un sistema di controllo degli accessi automatizzato, con oltre 24000 chilogrammi di acciaio tra gradini, portali di irrigidimento e piastre di ancoraggio, con un potenziale flusso giornaliero di 400 passaggi, https://viaggiareinbasilicata.it/scoprire-la-basilicata-in-tutte-le-sue-risorse/turismo-davventura/

Un ponte da percorrere a passo lento in modo da godersi ogni scorcio della splendida natura che lo avvolge, un’esperienza estrema, ma, in ogni modo, adatta a tutti: coppie, famiglie e audaci.

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ORARI PONTE

Dal 1 Gennaio al 19 Giugno 2023 Aperto con orario continuato dalle 10:00 alle 18:00
suddiviso in 8 fasce orarie (ultimo ingresso entro le ore 17:59)

Dal 20 Giugno al 18 Settembre 2023 Aperto con orario continuato dalle 9:00 alle 18:00
suddiviso in n. 9 fasce orarie prenotabili durante l’acquisto

Notabene: Il biglietto consente l’ingresso unicamente nella fascia oraria scelta in fase di acquisto.

Dal 19 Settembre al 31 Dicembre 2023 Aperto con orario continuato dalle 9:00 alle 18:00
suddiviso in n. 9 fasce orarie prenotabili in fase di acquisto.

Tariffe

La tariffa del ponte tibetano è € 25,00 a persona con prenotazione online e € 30,00 con prenotazione in biglietteria.

Tradizioni

La festa tradizionale per eccellenza a Castelsaraceno, ben nota col nome “l’Ndenna” si svolge in occasione della festa patronale di Sant’Antonio durante le prime tre domeniche di giugno. Si tratta di uno dei tanti riti nuziali arborei così in voga in diverse parti della Basilicata.
Durante queste tre giornate, per inneggiare al matrimonio fra alberi, che affonda le sue radici in un tempo antichissimo, precisamente, il secondo millennio dell’Era Cristiana e che vuole da sempre ricordare il rapporto ancestrale tra l’Uomo e la natura, vengono raccolte ed unite, le componenti dell’albero della Cuccagna chiamato dagli abitanti appunto “Ndenna”(Antenna), a quelle di un pino, detto “cunocchia” che, al termine della festa del Patrono, diventa la sommità dell'”ndenna”.

Trasportare a braccia, da parte dei devoti a Sant’Antonio, per le strade del borgo la cunocchia è puntualmente ogni anno un momento di fortemente sentita partecipazione di tutta la gente del paese.

Ma il vero clou della festa viene raggiunto al termine di essa, quando, a parte le consuetudini religiose connesse a Sant’Antonio, avviene la raccolta dei “tacchetti”, ossia le listarelle di legno legate ai rami della “cunocchia”, sulle quali i fedeli del Santo profondono le loro offerte, consistenti in prodotti della terra e degli allevamenti, e, a volte, in beni di consumo quotidiano o elettronici.

Gastronomia

Anche la gastronomia di Castelsaraceno risente fortemente della sua antica economia a vocazione strettamente agro-pastorale. Si basa, effettivamente, su carni ovine, legumi, verdure e aromi come il rafano. Ed è tutta da provare nei ristorantini, agriturismo e fattorie sparsi fra il paese e l’agro.

Fra le pietanze assolutamente tipiche del paese si segnalano, quindi, la “munnulata”, che è una zuppa autunnale con castagne infornate, fagioli, patate e polvere di peperone crusco; la ‘”nzozara”, più che altro usato come contorno per le carni preparato con funghi, peperoni, cipolle e pomodori; la “rafanata”, che trattasi di una pasta al forno con sugo di carne e rafano, per l’appunto, la radice tanto diffusa da queste parti; il “tortano”, che è un pane ripieno con peperoni e uova.

Inoltre, fra le prelibatezze casearie castellane, il formaggio detto “il tagliatizzo”.

Come raggiungere Castelsaraceno

In autostrada con l’automobile:

Percorrendo l’autostrada le uscite più vicine al centro di Castelsaraceno sono:

  • Uscita Lauria Nord A2 autostrada del Mediterraneo | Salerno-Reggio Calabria
  • Uscita Lauria Sud | A2 autostrada del Mediterraneo | Salerno-Reggio Calabria

In treno:

Per arrivare a Castelsaraceno in treno la soluzione migliore è utilizzare un treno con destinazione o fermata a:

Stazioni con classe almeno Silver:

  • Stazione di Sapri dista 32,45 km da Castelsaraceno
    Sapri, Piazza Vittorio Veneto, 84073 Sapri SA, Italia
  • Stazione di Praja-Ajeta-Tortora dista 34,36 km da Castelsaraceno
    Praja Ajeta Tortora, Via Stazione, 87028 Praia a Mare CS, Italia

In stazione è possibile usufruire di bus e di servizi navetta per arrivare alla propria destinazione, per cui con il treno, Castelsaraceno è collegata con tutte le principali città italiane.

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