Sant’Angelo Le Fratte, il bel paese della Valle più dipinta d’Italia



Sant’Angelo Le Fratte (PZ), piccolo gioiello della Valle del Melandro, è un assai pittoresco borgo di circa 1316 abitanti, situato a 560 MT, che insieme ai confinanti comuni di Satriano di Lucania (PZ) e Savoia di Lucania (PZ), rientra a pieno titolo nel Circuito dei Borghi autentici d’Italia.
Oltretutto, da anni tutti e tre i suddetti paesi condividono la grande iniziativa artistico-culturale dei Murales che hanno contribuito tantissimo ad arricchirli e abbellirli. Essi sono, infatti, le loro caratteristiche più note e le loro attrazioni speciali, tanto che hanno fatto guadagnare alla stessa Vallata nella quale ricadono la fama de “La Valle più dipinta d’Italia“
Sant’Angelo Le Fratte: il posto dove natura, cultura e arte si incontrano
A Sant’Angelo Le Fratte, oltre ai bellissimi Murales che adornano le pareti di case, palazzi e chiese, c’è molto altro da ammirare e da rimanere alquanto incuriositi: una bella natura, il cibo saporito e genuino, gli eventi culturali e le esperienze outdoor.
Tante altre cose d’interesse che lo rendono davvero originale e a sé stante, e, meritevole, quindi, di trascorrerVi un’intera giornata.
Il paese

Nei dintorni del Capoluogo regionale, Potenza, si trova un’area nota come “Comunità Montana del fiume Melandro“, che possiede interessanti caratteristiche paesaggistiche, rilevanti beni monumentali e paesi peculiari.
Bene, uno di questi paesi che si distingue all’interno della succitata Comunità Montana è proprio Sant’Angelo Le Fratte.
Posto in un territorio molto suggestivo, nel quale si alternano dorsali rocciose, foreste, altopiani a conca, falesie e campi coltivati, esso è aggrappato alle pendici della montagna Carpineto e presenta un centro abitato estremamente ricco di pregevoli Murales (pensate, che ad oggi, se ne contano ben 150) realizzati a partire dagli anni ’90 del secolo scorso da un concorso di artisti di fama nazionale e internazionale, allo scopo di ridare luce, bellezza e vitalità al borgo, dopo che era stato duramente provato dal terribile terremoto del 1980.






Oggi Sant’Angelo Le Fratte risorge sempre più a vita nuova e si mostra in tutto il suo splendore. A chiunque lo visiti trasmette immediatamente l’impressione di un paese pulito, accogliente e ospitale.
La Storia



Anche se le varie fonti attestano la presenza di un insediamento umano già a partire da epoche lontane, più che altro dall’Età del Bronzo (in quanto sono state rinvenute alcune fornaci databili a quel tempo), tuttavia, i segni più significativi di un centro abitato vero e proprio si hanno dal 1400 in poi, poiché, dal 1430 al 1818, detenne il ruolo di sede vescovile per volontà del vescovo Andrea da Venosa.
Per quanto concerne l’origine del suo nome, vi sono tante ipotesi, ma quella che trova più fondamento vuole che esso derivi dal forte culto della comunità verso l’Arcangelo Michele, Santo Protettore del paese; mentre, l’appellativo “Le Fratte”, si pensa sia derivante dal participio passato passivo del verbo latino “frangere” che significa “spaccare”, e si ritiene un’allusione alla grande fenditura presente nella stessa montagna che lo sovrasta.
I Murales



Gli stupendi Murales che adornano le pareti di case, palazzi, chiese e villette sviluppano il tema del rapporto Uomo – Roccia – Vita autoctona e, in ogni modo, raccontano scene di vita e usanze dell’antica civiltà contadina e pastorale del paese.
In particolare, molti di essi hanno come rappresentazione ricorrente episodi legati alla vendemmia.
Inoltre, alcuni dei numerosissimi Murales seguono anche una tematica prettamente religiosa poiché illustrano la vita e le opere di Juan Caramuel y Lobkowitz, vescovo cattolico e aritmetico spagnolo, vero e proprio personaggio prodigio che fu nominato vescovo di Campagna (SA) e del vicino borgo di Satriano di Lucania (PZ) dal 1657 al 1673, e, la cui grande vita si intrecciò per 13 anni con quella di Sant’Angelo Le Fratte.



Le Cantine
Alla modernità dei fantastici Murales si contrappone l’antichità delle tantissime Cantine, davvero uniche e originali, ricavate direttamente nell’imponente frattura rocciosa che incombe sull’abitato. Ammontano in tutto a 100.



Sono tuttora utilizzate dalla popolazione locale per la conservazione dell’olio, del vino e dei formaggi. E’ possibile scoprirle mediante un suggestivo percorso localizzato in una specifica zona del paese, nota come “La Cupa“.
Fra l’altro, ogni anno, dal 12 al 15 agosto, esse sono al centro di un indimenticabile evento del folklore paesano e che è di grande richiamo per molta gente di altre parti della Basilicata e delle aree limitrofe della Campania, ossia la Sagra “Cantine Aperte“.
Le Statue
Al di là di tutto quanto, ciò che rende ancora più celebre e particolare il borgo di Sant’Angelo Le Fratte, sono le tante sculture disseminate qua e là per l’abitato, in marmo e in bronzo, a grandezza naturale, che rappresentano i più svariati momenti della vita quotidiana, le quali sembrano quasi accogliere i vari visitatori, accompagnarli nella scoperta del paese e condividere con loro i suddetti momenti.





Ce ne sono circa 50!!!
Le Attrattive storico-religiose
La Chiesa Madre di Santa Maria Ad Nives


Oltre alle tre peculiarità per le quali Sant’Angelo Le Fratte è diventato famoso, ci sono diversi altri luoghi di interesse da visitare, nel centro abitato e nei dintorni.
Uno di questi è la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Ad Nives, che, in passato, per tanto tempo, ha svolto il ruolo di Cattedrale all’interno della Diocesi di Satriano di Lucania. Risalente al XVII secolo, ha avuto diverse denominazioni prima di quella attuale quali Sacro Cuore, San Michele Arcangelo e Santa Maria Maggiore.
Ricostruita in seguito al terremoto del 1694, si presenta oggi imponente e con un interno a forma di croce latina, diviso in tre navate, arricchito da dipinti, statue e tele, opere di artisti lucani del ‘600 e ‘700.
La Chiesetta di Santa Maria Annunziata

La piccola chiesa dell’Annunziata attrae alquanto l’attenzione, in quanto si presenta, sia esternamente, sia internamente, totalmente ornata da Murales.
L’interno, a navata unica, tra le altre cose, conserva un Gruppo di Sculture che raffiguranola Pietà, e, che, a parere degli Esperti, vogliono essere un richiamo alle statue tipiche dell’arte fiamminga.
Palazzo Galasso

Il signorile e maestoso Palazzo Galasso, che risale al 1600, è la stessa sede del Municipio di Sant’Angelo Le Fratte.
In esso, a parte tutto, la cosa che lo rende ancora di più un luogo accattivante per la visita, è la presenza di una interessante Pinacoteca Civica, intitolata a Michele Antonio Saverio Cancro, artista santangiolese, e che, inauguarata nel 2017, espone le 243 opere donate dallo stesso al proprio paese, alcune delle quali hanno come tema la Natività di Gesù, mentre, altre sono di arte moderna e contemporanea.
L’Eremo francescano

Appena fuori dall’abitato, in località “Campo di Venere“, che si trova fra estesi campi coltivati a grano, frumento, orzo e patate, in posizione dominante il borgo, è presente l’Eremo di San Francesco, con annessa una chiesetta nella quale si ammirano dipinti e bassorilievi di ispirazione cristiana.
Villa Giacchetti


Nella vicina frazione denominata “Santa Maria Fellana” si lascia ammirare Villa Giacchetti, che consiste in una splendida costruzione settecentesca, con anche all’interno una propria cappella votiva.
Davvero pregevoli gli affreschi esistenti in stile Rococò del XVIII secolo.
Sport e Outdoor
Il territorio intorno a Sant’Angelo Le Fratte è capace di infondere una serenità indescrivibile.






Per di più, offre agli appassionati di sport e di attività all’aria aperta tante opportunità che vanno dall’escursionismo nei boschi, alle arrampicate lungo le falesie, alla pesca sportiva tra strette gole e piccole cascate.

Per visite guidate, escursioni, attività all’aperto e Tour enogastronomici a Sant’Angelo Le Fratte