Viggianello, il borghetto dal pollice verde del Parco del Pollino



Adagiato su uno sperone roccioso e completamente immerso nella natura incontaminata del Parco Nazionale del Pollino, una delle Riserve protette più belle e più grandi d’Europa, Viggianello (PZ) è in grado di regalare emozioni speciali e panorami mozzafiato.
Esso è un delizioso paese da apprezzare nei suoi scorci e particolari, nei suoi odori e colori e negli slanci e nelle peculiarità della gente che forma una comunità unica e stupenda, che, contraddistinta da una ospitalità secolare, aspetta tutti i visitatori a braccia aperte.



Viggianello: la fisionomia del borgo



Viggianello, paese da godere e scoprire, si presenta come un complesso d’impianto medievale con il Castello dei Principi Sanseverino, che domina dall’alto e che è stato trasformato in tempi recenti in un albergo esclusivo, con i caratteristici vicoli stretti lastricati in pietra e con i cornicioni che rimandano a un lontano passato.

Esso incanta con la sua vegetazione variegata e florida che, seguendo il ciclo delle stagioni, dà vita a una escalation cromatica davvero spettacolare.
Tra i vari monumenti degni di visita, spiccano la Cappella della S.S. Trinità del XVI secolo, che conserva una cupola tipica dell’architettura bizantina-basiliana. Divenne confraternita e sede di ospedale nel XV secolo. Ancora conserva tracce di affreschi.
La Chiesa di san Francesco da Paola è l’unica che ancora conserva la sua esposizione est-ovest presente in tutte le chiese bizantine.



La chiesa madre dedicata alla Patrona Santa Caterina d’Alessandria, nella quale grande risalto ha la statua che ritrae la stessa Patrona con il bambino, appartenente alla Bottega del Bernini (XVI sec.), commissionata dalla Congregazione degli “Agostiniani Eremitani” per la Casa Generalizia in Viggianello, istituita presso il Convento di Sant’Antonio.


Il convento di Sant’Antonio, appunto, in località “Pantana”, è un altro luogo che merita di essere visitato.
Risalente al XVI secolo, rifatto nel XVII secolo, conserva una bellissima scultura in marmo bianco della madonna con bambino, sul cui basamento si trovano incise le parole Virgine deipara patrona V.lli ovvero “Vergine madre di Dio patrona di Viggianello”.
La chiesa di Santa Maria della Grotta con portale in pietra bianca rinascimentale.
La cappella dell’Assunta voluta dai Principi Sanseverino nel XV secolo che custodiva fino a qualche anno fa l’originale pavimento in cotto del Cinquecento.
Mentre, per quello che concerne i palazzi gentilizi, si distinguono molto Palazzo Caporale, situato nella zona alta del paese, venne abitato dall’illustre medico Vincenzo Caporale e da sua moglie. Adibito oggi ad albergo, lo caratterizzano arredi d’epoca e un museo dedicato al dott. Caporale.



Seguono Palazzo de Filpo, costruito alla fine del Settecento, esso appartiene ad una delle famiglie che hanno più influenzato la vita economica e socio culturale di Viggianello, la famiglia De Filpo, ricchi proprietari terrieri;
Palazzo Marino-Siniscalchi, antichissima ed assai nobile famiglia originaria di Genova, ove godette la primaria carica della Repubblica, dal momento che il dogado Boemondo Marino ne fu console nel 1146. Un ramo di questa illustre famiglia risiedeva a Viggianello, nel palazzo appena sotto la chiesa madre di S. Caterina.
Da vedere anche la Tomba del Senatore del Regno d’Italia Vincenzo De Filpo (XIX secolo), in stile gotico e diverse antiche fontane monumentali quali Fontana di Gioia (XIX secolo), situata nel rione San Francesco, Fontana di Marcaldo (XIX secolo), situata nel rione Marcaldo, Fontana Malita (XIX secolo), sull’antica strada romana Viggianello-Pedali e Fontana Acquaro (XIX secolo), situata nella contrada Prastio.



E nei dintorni del paese
Non si può fare a meno di ammirare la Fornace di epoca medievale, in località Piano la Pirara
-I Ruderi degli antichi mulini
-Le Sorgenti del fiume Mercure, in località “Mulino”
-L’Abbazia, in località “Zarafa”
-Le Laure eremitiche in località “Gavarro-Prantalato”
-La Cappella di Sant’Onofrio, in località Sant’Onofrio
-e l’Orto Botanico nei pressi dell’Anfiteatro Mercurion.

Viggianello: le origini

A Viggianello i primi insediamenti si registrano ad opera di profughi scampati alla distruzione di Sibari, nel 510 A.C.
Una leggenda vuole che sia stata una regina barbara, di passaggio sulle sponde del fiume Mercure, a dare il nome al paese. Si racconta, infatti, che mentre si dissetava alle sorgenti, le cadde l’anello nuziale nell’acqua.
Inorridita al pensiero di perdere il suo vessillo d’amore, ordinò a un suo fedele di setacciare il fondo del fiume per ritrovarlo.
Viggianello e gli antichi riti arborei
A Viggianello, cuore vero del Pollino, sopravvivono ancora oggi rituali antichissimi come quello del Ballo dei “cirii” e del “falcetto” e del traino della “cuccagna”.
La festa dei “cirii” (covoni in legno addobbati) è un rituale legato al raccolto e alla fertilità dei campi; i contadini inscenano la danza del “falcetto” e le valenti donne col “cirio” sul capo, al suono di ritmi tradizionali, fanno roteare il loro corpo impazzito fino allo sfinimento. Mentre, il traino della “cuccagna”, affascinante rito arboreo, è unico nel suo genere.



A Viggianello, infatti, come in nessun’altra parte d’Italia, si può assistere a questo suggestivo e spettacolare avvenimento in tre diversi periodi dell’anno: la settimana dopo Pasqua, l’ultima domenica di agosto e la seconda di settembre. Da non perdere.
Inoltre, tutto l’anno si tengono sul territorio importanti eventi culturali e musicali. Tutto ciò fa di Viggianello il gioiello più splendente del Parco del Pollino.





Viggianello e la gastronomia
A Viggianello la tradizione gastronomica affonda le sue radici nella cultura contadina. Essa è una vera altalena nel mondo del gusto, un viaggio nella buona cucina di una volta.
Superbi gli insaccati dell’agro viggianellese, dal sapore deciso e coinvolgente. Pregiate le carni di animali cresciuti nei verdi pascoli. Delizie naturali come fragoline, lamponi, consumate fresche o conservate per dar vita a squisite confetture e liquori artigianali.
Funghi di varie specie spuntano rigogliosi e diffondono il loro profumo di terra vergine nei boschi.
Paffute castagne si lasciano assaporare davanti al focolare così come avviene da secoli. E’ un concerto di sapori e un’armonia di spezie che si fondono e prendono vita in un’autentica arte culinaria.



Per quanto riguarda i primi piatti tipicamente viggianellesi, si annoverano molto la Minestra ‘mbastata (minestra “impastata” con patate e verdure di stagione), la Rappasciona (misto di cereali e legumi), i Rafajùoli (ravioli), Tagghjulìni ku làtt (tagliolini con il latte), Tappicèdd ku i fasuli (pasta- quadrucci- con fagioli), Pàsta ku a muddica di pàn (pasta con la mollica di pane), i “Laganedd” (Lasagne), i “Lagan e Fasuli” (lasagne con fagioli).





Mentre, tra i secondi piatti prettamente della tavola viggianellese figurano la “Iotta” (brodaglia di verdure, avanzi del pranzo e caniglia), la Brasciòla (involtini di carne di maiale), A scòrza du pùorcu (cotica di maiale), la Frittata ku zzafaràni e sauzìzzu (frittata con peperoni e uova salsiccia), la Ciambotta (peperonata), Rummulèddi (polpette), “L’ainu chi patan” (agnello con le patate), la “Trippa chi Fasuli” (trippa e fagioli) e le “Pittinedde du puorcu ” (costolette di maiale).
Viggianello e le attività outdoor
Tutto il circondario, inoltre, presenta una fauna molto ricca. Non è difficile, infatti, intravedere il volo planato dell’aquila reale con i suoi oltre due metri di apertura alare, o avvistare gufi, nibbi, scoiattoli, nutrite colonie di caprioli, cinghiali, lepri e salamandre.
Dal punto di vista della flora, il vero pregio, come è risaputo, è rappresentato dal Pino Loricato, baluardo dell’ultima glaciazione, che con le sue linee contorte, è un autentico fossile vivente. Esso si erge maestoso sulle vette, oltre i mille metri.
Quindi, in un contesto naturalistico così ragguardevole, come potete facilmente immaginare, la gamma di attività all’aria aperta e di sport che si possono effettuare è davvero considerevole.



Ad iniziare dai walking tours per boschi e monti, alle passeggiate botaniche nell’area faunistica dei Cervi e alla bellissima Sorgente del Mercure, ai percorsi a cavallo, alle arrampicate sportive soprattutto presso la frazione “Pietreliscie”, all’attività rilassante e divertente del RiverTubing all’interno del fiume Mercure, a bordo di una ciambella monoposto chiamata “tube”, da cui tale attività prende il nome, cavalcando le correnti, si rivela veramente un’esperienza unica, e, l’attività dell’acqua-trekking, sempre nel fiume Mercure, che richiede un minimo di allenamento fisico, ma è, in ogni modo, alla portata di tutti, con una scelta di percorsi adeguati al proprio livello di preparazione e accompagnati e assistiti da Guide Istruttori certificati, costituisce una maniera entusiasmante per scoprire profondamente la flora e la fauna degli ambienti fluviali.






Per Visite guidate, escursioni, pacchetti vacanze, percorsi enogastronomici e attività sportive a Viggianello